Il Forum della salute mentale da Trieste arriva a Padernello

Da Trieste, dov’è nato, fino a Brindisi e Bari, mete del suo nuovo viaggio: attraverserà tutta l’Italia Marco Cavallo, testimone di un messaggio di civiltà che porta in groppa da oltre mezzo secolo, e che troverà un momento significativo, tutto bresciano, al Castello di Padernello, sabato 11 ottobre. La partenza da Trieste, il 5 settembre, l’arrivo a Brindisi l’8 ottobre, per poi essere a Bari il 10 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute mentale. A segnare le sue poste i Cpr, i Centri di permanenza per il rimpatrio, dove vengono trattenuti i migranti approdati sulle nostre coste.
Un’opera simbolo
Marco Cavallo ha una storia affascinante. Oggi è un destriero azzurro modellato con resine, ma quando è venuto al mondo, nel 1973, era di cartapesta, montato su ruote. Il cavallo plasmato dagli internati nel manicomio di Trieste, nasceva da un’idea degli psichiatri Vittorio Basaglia e Giuliano Scabia, che facevano della creatività artistica uno degli strumenti della loro cura. Una volta finito, era alto quattro metri e per portarlo fuori dal laboratorio dov’era cresciuto s’imponeva una scelta: tagliargli la testa o le gambe, oppure abbattere un muro e togliere una trave. Basaglia non ebbe dubbi: era il muro che andava demolito. E Marco Cavallo uscì per le strade della città, con i suoi creatori al seguito, in festa. Poi un incendio lo distrusse, ma rinacque così com’è oggi.

Dal 1973 è l’icona dei muri di segregazione infranti, o da abbattere. Marco Cavallo è diventato testimone di un messaggio attento ai segni dei tempi. Il cuore della sua missione è la battaglia a sostegno della salute mentale. Lo spiega Peppe Dell’Acqua, psichiatra allievo e seguace di Basaglia: «Vogliamo che le istituzioni, i servizi, la politica si ricordino dei diritti e che la salute e la salute mentale non è un affare tecnico, ma sociale, culturale, politico... è un diritto. E che la prima forma di salute e di salute mentale è la libertà».
I centri per il rimpatrio
L’orizzonte si allarga ai nostri tempi: «C’è una disumanizzazione in corso che ci riguarda tutti. Quando accettiamo che qualcuno venga rinchiuso solo perché è straniero, estraneo, diverso stiamo rinunciando a una parte della nostra umanità». Queste le ragioni che l’anno scorso hanno portato Marco Cavallo davanti agli Ospedali psichiatrici giudiziari e che ora lo conducono davanti ai Cpr, dove «non ci sono persone che hanno commesso reati, ma uomini e donne il cui unico "errore" è stato cercare una via di fuga dalla fame, dalla guerra, da un destino segnato». Luoghi di violenza quotidiana dove il disagio mentale è un’emergenza strutturale.
Ad accompagnare la carovana un centinaio di bandiere cucite con materiale di scarto. Altro simbolo contro la mentalità dominante: anche gli scarti possono diventare utili e belli, se trattati con attenzione e creatività. Il tragitto diverrà, infine, anche un film-documentario che ne rilancerà il messaggio.
Il Forum bresciano
Marco Cavallo ha una parte bresciana della sua storia, legata al Forum della Salute Mentale di Brescia. Il sodalizio ha nel suo documento costitutivo l’idea che «la buona pratica è il risultato di una volontà collettiva di partire dal rispetto e dalla libertà della persona che spesso proviene da una storia in cui, questo rispetto e libertà sono venuti meno o non sono mai esistiti». Il Forum a Brescia è attivo dal 2003 e – come ricorda una delle sue esponenti di riferimento, Carla Ferrari Aggradi – ha diffuso il suo messaggio attraverso cinema, mostre, musica, poesia, teatro. Ha creato una collaborazione forte con l’Amministrazione comunale, tanto che Marco Cavallo fu ospite al Mo.Ca nell’anno di Brescia e Bergamo Capitali della cultura. E collabora anche con l’Università, per approfondire temi sia in ambito medico sia in ambito giuridico.
L’evento di Padernello
Il prossimo appuntamento del Forum sarà sabato 11 ottobre al Castello di Padernello, con un convegno (inizio alle 10.30, il pranzo che segue servirà per la raccolta fondi) sui temi della cura offerta a coloro che soffrono di disturbi psichiatrici. Molte le questioni aperte per avere servizi adeguati alle difficoltà e alle sofferenze da affrontare: i Cps (centri psico-sociali) aperti tutti i giorni, almeno 12 ore, distribuiti adeguatamente sul territorio; personale formato per assistere i pazienti e i loro familiari; diversificazione degli interventi; Spdc (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) come ultima chance senza ricorrere a contenzioni.
L’obiettivo è di «tenere viva e costante l’attenzione, nella mente e nel cuore, ad un tema che parla di diritti inalienabili, che riguardano tutte e tutti e che troppo spesso sono dati per scontati». Ne ha ancora tanta di strada da fare Marco Cavallo, anche perché la questione della salute mentale è argomento delicato e spinoso, che si cerca di nascondere. Eppure, solo calcolando i casi conclamati, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità al mondo c’è oltre un miliardo di persone con problemi di salute mentale.
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