Salute mentale, gli adolescenti tacciono per paura delle etichette

La paura di essere bollati come strani, o peggio ancora come «matti», è il motivo principale per cui ancora oggi ragazzi e ragazze faticano a chiedere aiuto quando sentono che qualcosa non va. Sintomo di come, sebbene il tema della salute mentale sia oggi molto meno tabù rispetto al passato, rimane ancora comunque legato a dei preconcetti duri a morire.
I giovani coinvolti
A confermarlo sono stati alcuni giovani del Centro Artigianelli di Brescia, chiamati ieri a rispondere a un sondaggio anonimo proposto da alcuni volontari della sede bresciana di «Progetto Itaca», associazione che si occupa di informazione e prevenzione, supporto e riabilitazione per persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie.
«I primi sintomi di un disturbo della salute mentale si manifestano spesso in età adolescenziale – ha spiegato la volontaria di Progetto Itaca, Gerarda Urciuoli, ai ragazzi – ma per mancanza d’informazione sono sottovalutati e raramente riconosciuti, quindi curati, in tempo».
Il progetto
Da qui l’idea del sodalizio, presieduto da Giorgio Bresciani Torri, di sviluppare nelle scuole un progetto di prevenzione destinato ad alunni delle classi terze e quarte delle superiori. Ieri tre volontari (con Urciuoli c’erano Eleonora Costa e Vincenzo Cioffo) hanno incontrato gli studenti e le studentesse di tre classi quarte per parlare di salute in età adolescenziale. Un dialogo, il loro, dalle forme contemporanee: per invitare i ragazzi ad aprirsi il più possibile senza vergogne o paure, ciascuno poteva fare domande e rispondere al questionario via smartphone e in anonimato. Interrogativi e risposte venivano proiettate sulla parete dell’auditorium senza nomi né riferimenti ai loro autori. A leggere, sviscerare e commentare queste informazioni, fornendo informazioni e consigli, ci pensava Cecilia Davini, giovane specializzanda in Psichiatria all’Università degli studi di Brescia.
Genetica e ambiente
«La salute mentale, che è influenzata da diversi fattori tra cui anche quello genetico e ambientale, è importantissima – ha sottolineato Davini –, perché si ripercuote su molti altri aspetti della vita di tutti i giorni». Su di essa possono incidere molteplici aspetti, tra cui le ore di sonno e l’uso di alcol e droghe: queste ultime sono in grado addirittura di slatentizzare disturbi che nel corso della vita possono altrimenti non manifestarsi mai.
I temi
Tra le paure più sentite e manifestate dai giovani in risposta al sondaggio c’è stata quella di perdere il controllo quando si è arrabbiati. Non hanno tardato a emergere anche temi delicati come l’autolesionismo e le dipendenze dal gioco e dai social.
«Parlatene – ha detto Davini –: scegliete anche il vostro medico o un insegnante se non vi sentite sicuri, ma apritevi: molti problemi sono risolvibili più facilmente di quelle che potete pensare».
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