Opinioni

Ferie, quando è la psiche a scegliere la vacanza

Così oggi, con la consapevolezza del valore delle vacanze ci mettiamo a cercare, in estate soprattutto, un luogo dove sostare
Vacanze in montagna
Vacanze in montagna

La parola ferie che viene dal latino classico «feriae» indica un periodo di vacanza perché «feria» nel tempo romano corrispondeva a un giorno festivo (da festus) in cui «era proibito esercitare il potere giudiziario e convocare comizi» (Accademia della Crusca).

Oggi le ferie sono un periodo di riposo dalle attività consuete e l’interruzione delle quotidianità operative. La «vacanza» che, sempre in latino significa «tempo di vuoto e di libertà» ingloba l’idea del riposo dal lavoro. Così oggi, con la consapevolezza del valore delle ferie ci mettiamo a cercare, in estate soprattutto, un luogo dove sostare.

Alla fine la scelta non è casuale e neppure facile, ma complessa e in gran parte determinata dalla nostra psiche. Di certo c’è l’offerta dell’Industria del turismo che oggi è notevole, ma ci siamo noi con la nostra personalità e il nostro stato psichico. I motivi sono intimi e personali, spesso di natura inconscia. Ma è possibile semplificare e generalizzare.

Ad esempio chi sceglie la montagna non lo fa d’estate solo per fuggire l’afa cittadina, ma perché l’andar per monti serve a trovare tranquillità e calma. Serve in particolare a chi vuole attivarsi fisicamente e mettersi alla prova con percorsi impegnativi e provare la propria resistenza o verificare l’energia fisica e psicologica disponibile. Attraverso la fatica, in fondo, si mette in rilievo la perseveranza, la fiducia, oppure il coraggio.

Chi ama la montagna tende all’introversione ed è amante del silenzio e della quiete. Chi la frequenta è portato ad ascoltare se stesso, la propria dimensione interna. È spesso più centrato sulla riflessione che sul fare, attratto dall’osservare ciò che sta attorno. Così possiamo ritrovare chi è portato per la contemplazione e chi è dotato di tenacia e pazienza, chi predilige comportamenti di rigore e che è rispettoso delle regole e dei limiti.

Scegliere il mare può appartenere invece a chi è amante dell’avventura e delle pulsionalità emotive. Ha piuttosto un temperamento estroverso e dinamico, cerca stimoli intesi e predilige l’agire alla riflessione. Ama le situazioni stimolanti, le novità, il cambiamento e, esuberante e impulsivo, è attratto dalla dimensione della trasgressività. Sul piano simbolico, la scelta del mare può rappresentare il versante dei bisogni da soddisfare o quella dei desideri da realizzare a tutti i costi, dove sentimenti e pulsioni possono esprimersi liberamente. La realizzazione è piuttosto quella del principio del piacere.

Mentre la montagna, che richiede fatica e impegno, è luogo in cui si attiva o riattiva l’archetipo dell’esploratore che è dentro di noi, dove il riposo è una conquista più che un dono. Il principio è quello del dovere per cui prevale il controllo degli impulsi, l’impegno assunto, l’attenzione vigile, la tenacia. Rimanda alla necessità di riflettere prima di agire, alla lucidità mentale e alla soddisfazione che si prova al raggiungimento della meta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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