Il dibattito sull’Europa è tornato alla ribalta in queste settimane. C’è chi è sceso in piazza per ribadire il proprio europeismo, c’è chi ha contromanifestato sventolando il proprio euroscetticismo. In sostanza nel Paese, benché non sia in corso una campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Ue, tutti hanno avuto modo di dire la loro sull’Europa, anche la maggioranza che non ha manifestato. Mai come in questo frangente la politica estera anima il dibattito politico e sollecita l’opinione pubblica.
Non potrebbe essere altrimenti visti i sommovimenti che stanno scuotendo il sistema delle relazioni internazionali: il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta rimettendo in discussione con le sue scelte e le azioni conseguenti il rapporto storico con gli alleati. Ogni giorno assistiamo a una piccola picconata a quel multilateralismo che dovrebbe essere il pilastro fondante dei rapporti tra Europa, Stati Uniti e in generale tra tutti gli attori della comunità atlantica. Non solo. Trump sta mostrando, in maniera ancora più marcata rispetto al suo primo mandato alla Casa Bianca, una grande affinità con gli autocrati e un certo fastidio verso l’Europa.




