In Puglia il vero duello è tra Pd e M5s e ridisegna il «campo largo»

L’eurodeputato Decaro è il candidato, favorito, del centrosinistra e sfida l’imprenditore Luigi Lobuono che rappresenta il centrodestra
Luigi Lobuono e Antonio Decaro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Luigi Lobuono e Antonio Decaro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
AA

Il 23 e 24 novembre si svolgerà l’ultimo turno delle elezioni regionali 2025, che stavolta vedrà andare alle urne veneti, campani e pugliesi. In questa occasione ci occupiamo della Puglia, dove - come nelle altre tre regioni al voto in questo mese - non si può ricandidare il governatore uscente perché ha raggiunto il limite dei due mandati. Così, al posto di Michele Emiliano (Pd) si presenta per il «campo largo» l’europarlamentare ed ex sindaco di Bari Antonio Decaro (Pd), al quale il centrodestra contrappone l’imprenditore Luigi Lobuono.

La struttura della competizione sembra ricordare quella del Veneto: c’è una coalizione egemone (quella variegata composta da centrosinistra, centristi e M5s) e una (il centrodestra) che - come voti di lista - è rimasta costantemente al 41% (regionali 2020: 41,4%; politiche 2022: 41,1%; europee 2024: 41,2%). La scorsa volta Emiliano vinse col 46,8% dei voti contro il 38,9% di Raffaele Fitto e l’11,1% di Antonella Laricchia (M5s); inoltre, Italia viva si presentava da sola con Ivan Scalfarotto (1,6%).

Considerando il complesso dei voti di lista del «campo largo», notiamo che nel 2020 l’attuale «coalizione Decaro» aveva il 57,3% dei voti, contro il 56,5% delle politiche 2022 e il 57,3% delle europee. I due poli, dunque, visti nel loro complesso, sembrano avere percentuali di consenso immutabili nel tempo: per questo, Decaro è reputato largamente favorito.

Tuttavia, negli anni le carte dei rapporti di forza fra i partiti si sono ampiamente rimescolate: anche se già nel 2020 Fratelli d’Italia era il primo partito del centrodestra in regione (12,6%), la Lega seguiva al 9,6% e Forza Italia era all’8,9%; alle politiche il partito della Meloni è balzato al 23,5% per salire ulteriormente al 26,9% alle europee; la Lega è crollata invece al 5,3% alle politiche e si è un po’ ripresa alle europee (6,2%), mentre Forza Italia è salita all’11,5% alle politiche ma ha perso molto alle europee, scendendo al 7,8% (qui sarà interessante vedere chi vincerà la gara per il secondo posto nella coalizione fra il partito di Salvini e quello di Tajani). Il «campo largo» vede un Pd che nel 2020 e nel 2024 è stato nettamente il primo partito della regione (17,3% alle regionali, 33,6% alle europee) ma non alle politiche, quando il M5s di Conte (il leader pentastellato è pugliese) ha ottenuto il 28% dei voti.

Se consideriamo dunque i quattro componenti del «campo largo», vediamo che: i centristi hanno oscillato fra l’1,8% delle scorse regionali e il 4,8% delle politiche (sotto la media nazionale); il centrosinistra ha avuto il 41% alle regionali, il 19,5% alle politiche e il 33,6% alle europee (sopra la media nazionale, talvolta di parecchio); Avs è passata sal 4,1% delle regionali al 3% delle politiche e al 3,8% delle europee (sotto la media nazionale); il M5s ha avuto il 10,4% di lista alle regionali, il 28% alle politiche e il 14,1% alle europee (parecchio sopra la media nazionale). C’è dunque, in Puglia, una polarizzazione nel «campo largo» fra Pd e M5s a scapito degli alleati minori, mentre nel centrodestra il partito della Meloni non ha rivali ormai dall’inizio del decennio.

L’affluenza alle urne è stata, alle regionali del 2020, pari al 56,4%, praticamente pari alle politiche (56,6%) e superiore alle europee (43,6%) ma cinque anni fa si votava anche per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari. Ad ogni buon conto, è degna di nota la differente propensione al voto delle diverse province: più alta quella a Barletta-Andria-Trani (60%) e Lecce (58,1%), più bassa a Foggia (52,5%) e a Brindisi (54,8%). Come in Veneto, qui l’importante sarà vedere quale percentuale otterrà il nuovo presidente della regione e quanti voti avranno FdI, Pd, M5s, Lega e FI, fermo restando che le liste locali possono in qualche modo alterare un po’ i dati in valore assoluto ma non i rapporti di forza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.