Siderurgia europea, competitività tra riciclo e decarbonizzazione

Flavio Archetti
In Ibs Consulting focus sui fondi per l’acciaio, Sebastiano Fumero: «Pesa l’assenza di materie prime»
Un'azienda siderurgica bresciana - © www.giornaledibrescia.it
Un'azienda siderurgica bresciana - © www.giornaledibrescia.it
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Il lavoro dell’Unione europea per difendere le produzioni siderurgiche comprende diverse azioni strategiche, tra cui la riduzione del costo dell’energia, l’innalzamento dei dazi per le importazioni dei concorrenti extra europei, e l’armonizzazione dei costi tra produzioni europee e produzioni asiatiche. Questa rappresenta l’area più competitiva e invasiva per la presenza di colossi produttivi come Cina, India e più di recente anche il Vietnam.

Come spiegato a una platea di rappresentanti dell’industria siderurgica bresciana da Sebastiano Fumero, direttore generale dell’Unità Ue che gestisce i fondi per l’acciaio, ospite a Brescia (in via Flero) nel quartier generale di Ibs Consulting, «in questi mesi l’attenzione di Bruxelles si sta concentrando su come compensare l’assenza di materie prime pregiate nel nostro continente. E la soluzione è il riciclo».

Due strumenti

Con questa indicazione chiara, per il 2026 l’Ue ha quindi posto l’accento su due strumenti principali ai quali fare riferimento nella ricerca di finanziamenti per idee e progetti innovativi: il Clean industrial deal (accordo per una filiera industriale meno impattante e più possibile votata al riciclo) e l’European steel and metals action plan (piano d’azione per l’acciaio e in metalli).

Questo sforzo è finanziato dal Fondo per la ricerca nell’ambito del carbone e dell’acciaio (Rfcs). E complessivamente per il periodo 2021-2027 l’intero programma, formato dalle due azioni, ha un budget complessivo di 750 milioni di euro, tutti rivolti a progetti che accelerino la decarbonizzazione e incrementino la competitività.

Clean industrial deal

L'incontro nella sede di Ibs Consulting
L'incontro nella sede di Ibs Consulting

Le proposte al capitolo Clean industrial deal comprendono il recupero di metalli e materie prime critiche dai residui e sottoprodotti della produzione di ferro e acciaio tramite tecnologie avanzate; la valorizzazione di scarti e residui industriali integrandoli in processi produttivi a basse emissioni di anidride carbonica; i miglioramenti della gestione del rottame attraverso tecnologie di rilevazione, separazione e trattamento, anche tramite digitalizzazione e intelligenza artificiale; il ripensamento dei processi di riciclo negli impianti siderurgici; lo sviluppo di soluzioni per l’uso di materiali alternativi e vettori carboniosi secondari, inclusi materiali bio-based, per ridurre l’impatto climatico; la promozione di circolarità e sostenibilità ambientale attraverso l’uso delle scorie, il tracciamento digitale delle materie prime secondarie, e l’ottimizzazione dell’impatto ambientale.

Piano d’azione

Le proposte al capitolo Piano d’azione per i settori dell’acciaio e dei metalli invece comprendono lavori su tecnologie innovative per la produzione di acciaio a basso impatto ambientale e su tecnologie per nuovi tipi di acciai avanzati e nuove applicazioni. Il bando finanzia due tipi di progetti, quelli pilota, che prevedono costruzione, messa in funzione e sviluppo di un impianto o parti significative di esso, e quelli dimostrativi che prevedono costruzione e messa in funzione di un impianto o parti significative di esso su scala industriale, con l’obiettivo di raccogliere i dati tecnici ed economici per procedere allo sfruttamento commerciale della tecnologia.

Come precisato da Fumero, «La durata dei progetti deve essere compresa tra 36 e 54 mesi, il partenariato deve essere composto da almeno due realtà indipendenti tra loro, e il costo ammissibile per progetto è compreso tra 5 e 25 milioni di euro. Il tempo per presentarli scade il 6 maggio 2026 e l’avvio dei lavori è previsto per gennaio 2027».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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