La posizione di un corpo, il movimento di un occhio o l’eccitazione di una pupilla. Questi, e molto altri, sono dati, non qualsiasi ma dati personali, che un sistema di realtà virtuale è in grado di rilevare con estrema precisione.
E se si tiene conto che la realtà virtuale è, insieme ad altre tecnologie, uno dei pilastri sui quali poggia il metaverso, ecco che appare evidente il bisogno di tutelare normativamente le informazioni sensibili degli utenti, esposti anche a usi non consensuali dei propri dati. Dalla necessità di informare sullo stato dell’arte normativo in tema di metaverso è perciò nato il volume «Il metaverso. Modelli giuridici e operativi» (Giuffrè), curato dall’avvocato e visiting professor alla Shangai university of politic science and law Matteo Piccinali in collaborazione con Andrea Puccio e Stefania Vasta.





