GdB & Futura

Mappature e pulizie in quota, «con il drone dove l’occhio umano fa fatica»

L’azienda bresciana Kiwi Drone, nata nel 2025, qualche giorno fa è intervenuta per ritrovare una tartaruga gigante smarritasi nella campagna di Chiari: «Ma tra i nostri servizi principali ci sono la pulizia di pannelli solari ed edifici e il supporto all’agricoltura»
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

Un drone di Kiwi Drone usato in agricoltura - Foto Kiwi Drone
Un drone di Kiwi Drone usato in agricoltura - Foto Kiwi Drone

Il 18 agosto una tartaruga di grandi dimensioni – precisamente una «Centrochelys sulcata», appartenenente a una famiglia dei dintorni di Chiari – era riuscita a sfuggire dal recinto in cui viveva e aveva fatto perdere le sue tracce. Dopo qualche ora di ricerche, a trovarla, grazie a una telecamera visiva e termica, era stato il drone di un’azienda bresciana, Kiwi Drone, intervenuta su richiesta dei proprietari dell’animale.

Anche se «a chiamata» capita che svolga missioni di ricerca e soccorso, le attività principali della start up sono altre. Tra i servizi che propone con droni ci sono mappature topografiche 3Ddistribuzione di fertilizzanti nei campi, pulizia aerea di edifici ad altezze elevate. L’azienda, nata nel marzo 2025, a inizio luglio è stata acquisita dal gruppo bresciano Lazzari. Oggi oltre ai dipendenti a Brescia (una decina) ha anche «una rete di piloti professionisti che operano con noi su base continuativa in diverse regioni d'Italia, dalla Lombardia fino a Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Sardegna», spiega Stefano Bertali, uno dei fondatori dell’azienda.

Come è nata l’idea di una start up di droni?

L’idea ci è venuta da un’intuizione di fondo: smettere di pensare al drone come a un veicolo e iniziare a vederlo per quello che è davvero, ovvero una piattaforma operativa che si muove nello spazio. Che si tratti di raccogliere dati, ispezionare superfici inaccessibili, intervenire in quota o distribuire prodotti su larga scala, il drone cambia le regole del gioco rispetto ai metodi tradizionali: abbatte i costi, elimina i rischi per le persone, e apre possibilità operative che prima semplicemente non esistevano.

Ogni settore che abbiamo approcciato ci ha confermato la stessa cosa: c'è sempre un lavoro che qualcuno sta facendo in modo più lento, più costoso o più rischioso del necessario. E, quasi sempre, un drone può cambiare quella storia.

I droni che utilizziamo per i nostri servizi li acquistiamo da produttori internazionali: li usiamo come escono dalla fabbrica, ma quello che adoperiamo per le pulizie in quota lo abbiamo personalizzato.

Uno dei droni utilizzati da Kiwi Drone - Foto Kiwi Drone
Uno dei droni utilizzati da Kiwi Drone - Foto Kiwi Drone

Svolgete spesso attività come quella che l'altro giorno ha permesso di ritrovare la tartaruga dispersa?

Siamo un'azienda «business to business», lavoriamo principalmente con imprese agricole, gestori di impianti, enti e infrastrutture. Essendo comunque dotati dei mezzi e delle competenze necessari anche per la ricerca di animali dispersi, stiamo rilevando che anche questo tipo di attività inizia a essere sempre più richiesta e quando ci contattano interveniamo anche per queste ricerche: nel caso del varano di Montichiari non abbiamo partecipato alle ricerche perché non siamo stati contattati. 

Invece nel caso della tartaruga dispersa sono stati i Carabinieri Forestali a suggerire ai proprietari di contattarci: noi siamo intervenuti, abbiamo fatto un volo di ricerca e in quindici minuti l’abbiamo individuata in un campo a Castelcovati. Questi episodi dimostrano la versatilità dello strumento in modo immediato, più di qualsiasi spiegazione tecnica. Un drone vede dall'alto quello che un occhio umano non riesce a raggiungere, che si tratti di un campo agricolo, di un impianto fotovoltaico o di una tartaruga in mezzo ai campi.

La rilevazione termica della tartaruga con un drone
La rilevazione termica della tartaruga con un drone

Quali altri tipi di attività effettuate con i vostri droni?

Il nostro lavoro si articola su tre filoni: l’agricoltura di precisione, la pulizia industriale e le mappature. Nel caso dell’agricoltura di precisione lavoriamo su due livelli distinti. Il primo step è la mappatura multispettrale: si sorvola un campo con sensori che vanno oltre lo spettro visibile per leggere lo stato di salute della coltura zona per zona – stress idrico, carenze nutrizionali, infezioni fungine – prima ancora che il problema diventi visibile e, soprattutto, prima che diventi costoso. Lavoriamo su vigneti, seminativi, frutteti e serre.

Il secondo livello è la distribuzione: droni appositamente attrezzati che effettuano trattamenti in campo in modo mirato, zona per zona. Oggi operiamo già per la distribuzione di concimi, fertilizzanti e altri prodotti agronomici, con riduzioni significative nei quantitativi utilizzati rispetto ai metodi tradizionali. Sul fronte dei fitofarmaci stiamo lavorando in attesa del decreto attuativo che ne regolamenterà compiutamente l’uso: quando il quadro normativo sarà definitivo, saremo pronti ad operare anche su quel fronte.

Un drone per la pulizia di impianti fotovoltaici
Un drone per la pulizia di impianti fotovoltaici

E la pulizia industriale?

In questo caso ci occupiamo di pulizia di impianti fotovoltaici, facciate industriali, superfici in quota difficilmente raggiungibili con i metodi tradizionali. Il nostro intervento su un impianto fotovoltaico segue sempre un approccio integrato: prima effettuiamo un'ispezione termografica per mappare lo stato dell'impianto – individuando gli hotspot, le anomalie e le celle che hanno perso efficienza – e solo dopo procediamo con la pulizia, in modo mirato e documentato. Il cliente non riceve solo un impianto pulito: riceve una fotografia completa dello stato di salute dei pannelli, con le priorità di manutenzione già indicate. Tutto senza ponteggi, senza interruzioni prolungate dell'attività, e con una copertura uniforme.

Infine ci sono le mappature.

Con i droni realizziamo rilievi di cantieri, cave, aree in trasformazione urbanistica e produciamo modelli 3D. C’è poi un aspetto che tengo a sottolineare, perché è spesso frainteso: siamo l'unica realtà nel territorio che integra hardware specializzato con competenze tecniche verticali in ciascuno di questi ambiti. Non basta acquistare un drone e prendere una licenza di volo. Dietro ogni intervento c'è know-how agronomico, termografico, ingegneristico – a seconda del contesto. È questo che fa la differenza tra un servizio professionale e un volo di ripresa.

La termografia, in particolare, come funziona?

La termografia si basa su una telecamera che non registra la luce visibile, ma il calore – la radiazione infrarossa emessa dagli oggetti. Ogni superficie, a seconda della propria temperatura, emette un segnale diverso che la camera cattura e traduce in un'immagine cromatica: i toni caldi-rossi indicano zone più calde, i toni freddi-blu zone più fredde.

Quando montiamo questa camera su un drone e sorvoliamo un edificio o un’infrastruttura, otteniamo una mappa termica dettagliata di tutta la superficie. Le anomalie saltano fuori immediatamente: una dispersione termica su una copertura, un'umidità di risalita, un componente che si sta surriscaldando – cose invisibili a occhio nudo, ma che termicamente si accendono come spie.

Il vantaggio rispetto a un sopralluogo tradizionale è duplice: velocità – in pochi minuti copri superfici enormi – e oggettività. Non stai chiedendo a qualcuno «secondo te c'è qualcosa che non va?» – stai misurando la temperatura reale di ogni singolo punto, con un dato documentato e ripetibile nel tempo.

Una mappatura termografica di un edificio - Foto Kiwi Drone
Una mappatura termografica di un edificio - Foto Kiwi Drone

Come si usa la termografia per rilevare difetti negli impianti fotovoltaici?

Un pannello che funziona correttamente ha una temperatura uniforme su tutta la sua superficie. Quando c'è un problema – una cella in cortocircuito, una microfrattura, un difetto di connessione, o anche soltanto sporco che crea punti d'ombra – quella zona si surriscalda. Si chiamano «hot spot», e su un'immagine termica sono visibili con chiarezza anche quando esternamente il pannello sembra integro.

Con il drone sorvoliamo l'impianto durante le ore di maggiore irraggiamento solare, la condizione ottimale per far emergere queste anomalie. Ogni pannello viene analizzato, le criticità vengono georeferenziate – associate cioè a una posizione precisa sull'impianto – e tutto viene consegnato al cliente come report strutturato, con le priorità di intervento già indicate.

Per chi gestisce un impianto di medie o grandi dimensioni, questo significa intervenire solo dove serve davvero, senza sprechi. E significa non perdere produzione per anomalie che nessuno aveva rilevato: su un parco fotovoltaico di una certa dimensione, qualche punto percentuale di efficienza in meno non è un dettaglio.

Quali sono gli interventi più particolari che avete fatto?

Oltre al caso della tartaruga, che resta uno dei più insoliti, uno degli interventi che ricordo con più soddisfazione riguarda un capannone industriale nel bresciano: il proprietario sospettava delle perdite nel manto di copertura, ma la verifica tradizionale avrebbe richiesto ponteggi, tempi e costi importanti. Con un volo termico di quaranta minuti abbiamo individuato con precisione le tre zone critiche. Si è intervenuti solo lì, in un giorno, risparmiando diversi giorni di cantiere.

Poi c'è tutta la parte legata all'agricoltura. In Franciacorta abbiamo lavorato con alcune cantine su vigneti dove la qualità dell'uva dipende molto dalla capacità di leggere lo stato della pianta in tempo reale. Con le nostre mappature multispettrali siamo riusciti a identificare zone di stress idrico settimane prima della vendemmia, permettendo all'agronomo di intervenire in modo mirato. In una zona dove l'uva vale quello che vale, quella precisione fa differenza.

In generale, quello che abbiamo imparato in questi anni è che i casi più interessanti arrivano sempre da dove meno te lo aspetti. Abbiamo clienti che ci chiamano per problemi che non avremmo mai immaginato di risolvere con un drone – e quasi sempre siamo riusciti a trovare il modo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire l'eclissi di luna del 28 agosto.

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA