Un chilometro in linea d’aria. Questa è la distanza percorsa durante la sua fuga dalla tartaruga africana «Rassica», un esemplare di 25-30 kg scappato l’altro ieri da una cascina di Chiari in cui era regolarmente custodita, all'interno di uno spazio recintato di 3mila metri quadrati. Nelle ore scorse l’inconsueto animale, notevole se non altro per la sua stazza imponente, aveva fatto bella mostra in un video pubblicato sui social e diventato rapidamente virale, seguendo l’onda lunga dell’interesse suscitato dalla ben nota vicenda del varano fotografato a Montichiari.
L’imponente testuggine terrestre – che ricorda l’altrettanto famosa Cheli di Gabriele d’Annunzio, morta per un'indigestione di tuberose e il cui carapace è oggi conservato al Vittoriale per volere del Poeta, che lo volle nella stanza da pranzo come ironico monito alla moderazione per i commensali – era stata ripresa mentre, sgambettando da Chiari, si spostava verso Roccafranca.

L’epilogo della vicenda è giunto in mattinata: i Carabinieri Forestali hanno contattato la proprietaria, Daniela (titolare anche dell'allevamento di Chihuahua «Kingdom of Venus»), la quale aveva postato un appello per il ritrovamento della testuggine. I militari l'hanno invitata a effettuare una ricerca avvalendosi di un drone. Nell’arco di una mezz'ora, un pilota della «Kiwi Drone Solution» di via Aldo Moro di Brescia è quindi riuscito a rintracciare l’animale.
«Abbiamo attivato la telecamera visiva e quella termica, avviando il sorvolo dei campi e compiendo una serie di voli a spirale. In una trentina di minuti, lo spettro termico del carapace della tartaruga si è stagliato con i suoi 28 gradi sul monitor LCD dell’unità di controllo. Durante la ricerca termografica e termospettrica, la scansione ha evidenziato la presenza di un oggetto che pareva restituire calore rispetto all’ambiente circostante, e l’abbiamo quindi trovata», spiega uno dei titolari del servizio.
«Era nello stesso campo che avevamo perlustrato in mattinata senza vederla», ha raccontato la proprietaria. La testuggine si trovava intenta a farsi un bagno di sole, un comportamento consueto per questi rettili a sangue freddo, come illustrato da Lorenzo Pedersoli della società bresciana di droni. «Offriamo la ricerca e la mappatura degli spettri termici degli animali nei campi da arare o da trebbiare, per individuare la presenza di tane e nidi da salvaguardare. Nondimeno, le nostre applicazioni riguardano la manutenzione e l’ispezione dei pannelli fotovoltaici e dei tetti per rilevare le dispersioni».
I proprietari della tartaruga, seguendo il consiglio dei Carabinieri Forestali, si sono rivolti alla società di droni per scongiurare problemi derivanti dalla fuga della testuggine sulla strada. «I militari sono giunti da noi per visionare i documenti di Juri e Rassica, le nostre tartarughe. Hanno quindi constatato l’ottima ospitalità che ricevono e la presenza, in vista dell’inverno, di un container riscaldato. Poi il felice epilogo del suo ritrovamento».



