Bankitalia: la transizione climatica frena «ma resta l’obiettivo»

A dirlo il governatore di Fabio Panetta presentando il Piano di transizione ed efficienza energetica di Palazzo Koch
Il governatore di Banca d'Italia Fabio Panetta
Il governatore di Banca d'Italia Fabio Panetta
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Il rallentamento che si registra sul piano globale nella spinta politica verso la decarbonizzazione non modifica, per la Banca d’Italia, l’orizzonte strategico della transizione ambientale.

«Gli sviluppi recenti in ambito internazionale segnalano un affievolirsi dell’impegno dei principali Paesi sulla lotta ai cambiamenti climatici» riconosce il governatore di Bankitalia Fabio Panetta nell’introduzione al Piano di transizione ed efficienza energetica di Palazzo Koch recentemente presentato, ma «resta fermo l’indirizzo affinché nel corso del prossimo decennio le emissioni nette di gas serra diminuiscano sensibilmente, per azzerarsi entro il 2050».

In Europa

Il documento si colloca in una fase in cui «anche in Europa sono in corso di revisione alcune normative chiave in materia di transizione (si pensi a quanto fatto a dicembre dalla Commissione con l’automotive ndr)», con l’obiettivo di rendere il percorso «graduale e ordinato» e di «tenere maggiormente conto delle possibili implicazioni sul tessuto sociale ed economico, in particolare per i soggetti più vulnerabili», senza compromettere la credibilità degli obiettivi climatici di medio e lungo periodo.

La transizione ambienatale, sottolinea però Panetta, è «un impegno che dobbiamo alle generazioni a venire» e richiede «lo sforzo di tutti gli attori coinvolti – imprese, cittadini, istituzioni», chiamati a contribuire anche sul piano degli investimenti e dell’innovazione.

Accanto alla riduzione delle emissioni, il governatore richiama però parimente la necessità di rafforzare le politiche di adattamento. «Anche se avremo successo nel ridurre le emissioni, gli effetti del cambiamento climatico continueranno per decenni» avverte, e per questo le iniziative di decarbonizzazione devono essere accompagnate «da misure di adattamento miranti a limitare le conseguenze dei cambiamenti climatici». A tali esiti risulta esposta secondo il governatore anche Bankitalia, «come tante altre imprese e istituzioni del Paese, è esposta in modo crescente», anche sotto il profilo operativo e infrastrutturale.

I cardini

Il Piano rappresenta quindi «un ulteriore passo avanti nel percorso di mitigazione e adattamento» dell’istituto. «La trave portante del progetto è il graduale passaggio dal gas all’elettricità» come fonte principale per gli impianti di riscaldamento, insieme alla razionalizzazione dei consumi, interventi che consentiranno di ridurre le emissioni e la dipendenza da fonti importate «più soggette a variazioni impreviste di prezzo», rafforzando al tempo stesso la resilienza energetica complessiva.

Il Piano di Palazzo Koch sarà infine «monitorato e aggiornato» nel ciclo di pianificazione strategica triennale, in funzione dell’evoluzione normativa e delle «nuove opportunità economiche e tecnologiche» che si presenteranno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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