Inatteso e gradito ritorno: l’iperammortamento come leva per investire

Anita Loriana Ronchi
In Sala Libretti presentazione della misura e degli altri strumenti in legge di Bilancio con gli esperti di Ibs Consulting
  • Legge di Bilancio: l'incontro con Ibs Consulting
    Legge di Bilancio: l'incontro con Ibs Consulting - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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L’iperammortamento è il grande protagonista della legge di Bilancio 2026. Un’agevolazione fiscale molto attesa e che consente alle imprese di dedurre una quota maggiorata del costo dei beni strumentali innovativi, così da ridurre il proprio imponibile.

Alla nuova disciplina «siamo arrivati in modo inatteso e diverso da come prospettato nei mesi antecedenti, quando si faceva riferimento ad un proseguimento della 5.0» ha osservato Marco Belardi, team leader 4.0 & 5.0 Ibs Consulting e direttore tecnico B.U. Transizione 4.0/5.0 Polo tecnologico Alto Adriatico, nell’incontro svoltosi nella Sala Libretti del Giornale di Brescia e realizzato con la società di finanza agevolata Ibs Consulting. A questo link è possibile rivedere l’intero incontro.

«Transizione 5.0 – specifica Belardi – ha visto impegnati 4 miliardi e 770 milioni con una corsa partita soprattutto dopo la riapertura, e progetti che sono passati da 10mila a 20 mila. Al comma 770 della legge di Bilancio troviamo anche un fondo da 1,3 mld finalizzato a rifinanziare le misure di Industria 4.0 che, ricordo, ha una gittata utile fino al prossimo 30 giugno, ma limitatamente agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre». Rimane il nodo delle pratiche presentate dopo il 7 e fino al 27 novembre scorso, ritenute tecnicamente ammissibili, ma per le quali «dobbiamo aspettare se si liberano le risorse», con varie ipotesi sul tavolo.

Con l’iperammortamento 2026, sono invece incentivabili gli investimenti effettuati dall’1 gennaio del corrente anno: «Si tratta di uno strumento consolidato da quasi 10 anni di scuola, che premia le aziende che lavorano bene; ha tempi di ritorno più lunghi, mediamente non meno di sette anni, però ha anche delle aliquote interessanti. Ci siamo liberati del vincolo Dnsh, fatto importante soprattutto per una provincia come la nostra caratterizzata da realtà energivore tagliate fuori da Transizione 5.0. E c’è stato un allargamento significativo degli allegati: è stato introdotto un nuovo gruppo di beni spesabili per la produzione di energia termica ed elettrica nell’allegato IV (ex allegato A) e un’altra apertura è stata attuata sul fronte del software».

Ulteriori interventi

Non solo iperammortamento però. Nella manovra sono ricomprese altre agevolazioni a sostegno delle imprese, di cui fornisce una panoramica Nicola Rizzo, senior analyst Ibs Consulting: «Iniziamo dalla Nuova Sabatini, che include anche la Sabatini Green, classica agevolazione per le pmi variabile tra il 7 e il 14% che viene rifinanziata per 650 mln, di cui 200 a valere sul 2026 e 450 sul 2027».

L’analista passa quindi in rassegna i contratti di sviluppo e lo sportello automotive rifinanziati per 550 mln; l’estensione del credito d’imposta Zes e Zls (circa 4 mld) al trienno 2026-2028; l’istituzione del già menzionato credito d’imposta per imprese energivore o gasivore, per un limite massimo di 10 mln; i nuovi incentivi con dotazione di 110 mln per il settore turistico, mentre viene esteso il credito pari al 10% per le attività di design e ideazione estetica (60 mln per il 2026 e altrettanti per il 2027). Diventa inoltre infrastruttura chiave il Passaporto digitale del prodotto (Dpp), i cui sistemi digitali rientrano tra i beni agevolabili.

Le «finestre»

Ma, naturalmente, non è tutto rose e fiori o, meglio, non è mai una passeggiata per le imprese, che devono districarsi nel ginepraio di «finestre» aperte e chiuse, nella gestione dei bandi - compreso il credito d’imposta per ricerca e sviluppo - e delle relative risorse. Rileva il ceo & founder di Ibs Consulting Alberto Bertolotti: «Mai come ora bisogna pianificare gli investimenti, anche perché l’iperammortamento rischia di esaurire le risorse e magari non portarci fino alla fine dell’anno».

E conclude Bertolotti: «La proposta di metodo è sempre la stessa: per non perdere questa opportunità, e quest’anno arriverà una marea di denari, bisogna lavorare sulla prefattibilità, rivolgersi a chi è autorevole in materia, si tratti di associazione di categoria, di professionisti e di consulenti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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