Economia

Guidesi: «Sull’auto si è aperto uno spazio, ora serve entrarci»

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia: «Dal punto di vista tecnico non è pero cambiato nulla: serve agire insieme, altrimenti l’industria europea morirà»
Un'industria del settore automotive - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Un'industria del settore automotive - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il mezzo passo indietro della Commissione sul divieto di vendita dei motori a combustione interna dal 2035 ha aperto uno spazio, «ora sta a chi ha cuore davvero l’industria dell’auto europea entrarci». Reduce da una settimana densa di impegni - mercoledì a Bruxelles ha incontrato alcuni rappresentanti della Commissione, venerdì era a Roma per partecipare al Tavolo nazionale automotive convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy - l’assessore regionale alloSviluppo economico Guido Guidesi non indietreggia.

«L’ultimo provvedimento non basta, per quanto la correzione sia positiva da un punto di vista politico. Ora però serve una variazione regolatoria decisiva. Se non sistemiamo il quadro normativo sono convinto che non ci sia futuro per l’industria automotive europea».

Assessore, cosa è emerso dal Tavolo nazionale?

Rispetto ai documenti visionati, la correzione della Commissione – valutata dal punto di vista tecnico – è insufficiente. Al Mimit abbiamo però detto che si è creato uno spazio per inserirsi, per portare avanti il fondamentale concetto di neutralità tecnologica. Ora bisogna concentrarsi sul provvedimento per allargare ulteriormente le maglie. In quest’ottica abbiamo chiesto un impegno da parte di tutti, in primis del Governo, per fare squadra e utilizzare fino in fondo questa possibilità, anche attraverso un’attività diplomatica».

Guido Guidesi - © www.giornaledibrescia.it
Guido Guidesi - © www.giornaledibrescia.it

Che tempi ci sono per agire?

Il testo andrà ora in discussione tra Parlamento europeo e Consiglio, anche se il calendario è ancora incerto ed è già stato rinviato due volte. Questo perché sia tra gli Stati sia all’interno della stessa Commissione non c’è chiarezza sul come muoversi».

Perché la modifica è ancora insoddisfacente?

Non è stato risolto nulla. Si prendano per esempio i mezzi alimentati con biocarburanti: l’algoritmo di calcolo delle emissioni presente nel documento è troppo complesso, inutilizzabile. Problemi persistono anche sui veicoli commerciali, con la legge troppo distante dalla realtà, economica e tecnologica, anche alla luce della vetustà del parco vetture europeo e in special modo italiano. C’è poi una prateria da riempire sui carburanti alternativi come il biometano.

Diceva che ora bisogna fare squadra su più livelli.

Superata la fase istituzionale (dalla quale era stata esclusa l’Automotive regions alliance, l’alleanza tra le 36 regioni europee dove si producono auto e della quale Guidesi è presidente ndr), oggi la partita si gioca soprattutto sul piano dei rapporti diplomatici e dell’attività di lobby, coinvolgendo i territori, i costruttori e tutta quanta la filiera della componentistica. Ma qui si devono muovere anche i Governi e lo stesso Europarlamento. E mi permetta di essere chiaro: il Ppe deve essere coerente con ciò che va dicendo negli ultimi mesi.

Il Tavolo nazionale automotive a Roma
Il Tavolo nazionale automotive a Roma

Qualora si riuscisse a ottenere le modifiche sperate, quali sarebbero i passi successivi?

La modifica dal punto di vista regolatorio non basta. Serviranno anche interventi sulla competitività: produrre veicoli in Europa deve tornare a essere conveniente. Ed è qui che si inserisce il tema del costo dell’energia che tanto sta pesando sull’industria italiana, lombarda e bresciana».

E in caso di insuccesso, cosa succederà?

Qualora dovessimo fallire, l’Europa andrebbe incontro al più grande suicidio economico della storia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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