Dall’articolo di giornale al messaggio sul telefono. Fino all’incontro vero e proprio. Poteva e doveva accadere sei mesi fa. È successo solo domenica. Un’ora intensa davanti ad una lapide piena di fiori e con un palloncino messo lì per festeggiare il compleanno di chi non c’è più. «È stato un momento emotivamente molto pesante, devastante» ammette Enzo Garzarella. Che domenica nel cimitero di Salò sulla tomba di suo figlio Umberto, che il 19 dicembre avrebbe compiuto 37 anni, ha incontrato Christian Teismann, uno dei due uomini accusati della morte del ragazzo, deceduto quest’estate con la 24enne Greta Nedrotti, nell’incidente nautico sulle acque del Lago di Garda.
Erano in due a bordo del motoscafo Riva che viaggiava a velocità quattro volte oltre il limite e che dopo l’impatto non si è fermato. Patrick Kassen, papà Garzarella lo aveva incrociato ad ogni udienza del processo fin qui celebrata, mentre Christian Teismann a Brescia non si è mai fatto vedere. Nemmeno ieri era presente in aula.




