Meno incentivi alle singole imprese, più valorizzazione di filiere, competenze e territori messi a sistema. È questa la scommessa delle Zone di Innovazione e Sviluppo (le cosiddette Zis), il nuovo strumento di politica industriale promosso dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, che muove i primi passi con le prime sei candidature e porta Brescia dentro uno dei progetti interprovinciali più rilevanti: quello dedicato all’«agroindustria e agritech».
La Zis bresciana
La candidatura Zis nella quale è inserita Brescia si chiamerà «Sail - Sistemi AgroIndustriali della Lombardia», presentata dal Mip Politecnico di Milano, coinvolge le province di Cremona, Brescia, Lodi e Mantova, con hub a Cremona. L’obiettivo è rafforzare due filiere centrali per l’economia agricola lombarda, quella lattiero-casearia e quella suinicola, intervenendo su cinque leve: innovazione di prodotto, zootecnia e benessere animale, transizione ecologica ed energetica, tecnologie digitali e robotiche, gestione delle acque e valorizzazione del territorio.
Per Brescia si tratta di un passaggio significativo perché inserisce una delle principali economie manifatturiere italiane dentro una strategia che prova a saldare produzione agricola, tecnologia, ricerca e sostenibilità. La logica è quella di costruire un ecosistema capace di portare innovazione nelle imprese e, soprattutto, di accelerarne il trasferimento dalla ricerca ai processi produttivi.

Le altre Zis
A Bergamo la meccatronica e la manifattura avanzata sono al centro del progetto «B.R.I.D.g.E.», promosso dal Consorzio Intellimech, con laboratori e servizi dedicati a robotica, automazione e sistemi digitali. L’hub sarà collocato a Kilometro Rosso, il Masterplan prevede laboratori e servizi per sperimentare robotica, automazione, sistemi digitali e tecnologie per la sostenibilità, affiancati da formazione e sostegno alle nuove imprese.
A Lecco la Zis «Healthcare, Rehabilitation and Longevity» punta invece su riabilitazione, biomeccanica e longevità, mettendo in rete ricerca, competenze cliniche e imprese.
Milano concentra due candidature strategiche per la trasformazione dell’economia regionale: l’intelligenza artificiale, con la Zis «AI» promossa da Assolombarda e Made, con una rete dedicata all’adozione dell’AI nelle imprese. Università, aziende tecnologiche, formazione e istituzioni metteranno a sistema competenze e infrastrutture per offrire orientamento, sperimentazione, accompagnamento e sviluppo delle competenze; la seconda candidatura è «Scienze della Vita», con un ecosistema dedicato ai settori farmacologico, biomedicale e sanitario.
Como e Varese, infine, puntano sul tessile, con una Zis orientata a innovazione, sostenibilità, automazione, tessili tecnici e riciclo.
La fase di valutazione
Se le sei proposte supereranno la fase di valutazione, si aprirà la seconda partita: negoziazione e definizione dei Piani strategici. Ma il disegno è destinato ad allargarsi. La manifestazione di interesse resta infatti aperta e Regione Lombardia si aspetta nuove candidature.
La Lombardia – ricordiamo – è la prima Regione in Italia ad adottare uno strumento di programmazione economica che analizza il contesto economico in termini di ecosistemi, di mappatura delle specializzazioni imprenditoriali e di strategie da attuare per rafforzare le filiere, così da mantenere o migliorare il ruolo di guida dell’economia italiana ed europea. Il punto politico-industriale è proprio questo: trasformare le specializzazioni locali in ecosistemi competitivi, mettendo attorno allo stesso tavolo imprese, università, centri di ricerca, formazione e istituzioni.




