Si è conclusa la prima fase di costruzione della candidatura della Zona di innovazione e sviluppo (Zis) della Lombardia orientale. Il progetto, promosso dalla Pianura Bresciana, Cremona, Mantova e Lodi ha l’obiettivo di trasformare uno dei più importanti distretti agroalimentari europei in un ecosistema integrato di innovazione, ricerca, formazione e sviluppo competitivo.
La candidatura rappresenta l’evoluzione naturale del percorso avviato negli ultimi anni attraverso l’Hub della conoscenza, iniziativa promossa dal Politecnico di Milano e Cassa Padana per costruire una visione condivisa di sviluppo dei territori di questa porzione della Lombardia. Proprio l’Hub della conoscenza ha costituito il contesto all’interno del quale si è consolidata una rete stabile di relazioni tra sistema produttivo, mondo della ricerca, enti locali e organizzazioni territoriali, creando le condizioni per una progettualità di area vasta oggi tradotta nella candidatura Zis.
La competitività
«Il vero tema non è la qualità dei prodotti, già riconosciuta a livello internazionale, ma la capacità di sistema del territorio», evidenzia Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e Direttore dell’Hub. «Oggi abbiamo eccellenze straordinarie, ma dobbiamo lavorare per aumentare la competitività complessiva della filiera, investendo in innovazione, tracciabilità, sostenibilità e capacità di presidiare i mercati internazionali».
La candidatura Zis si fonda su una visione che supera i confini amministrativi delle singole province per costruire una piattaforma territoriale integrata. L’obiettivo è dare vita a un vero e proprio distretto agroindustriale di scala europea, capace di mettere a sistema competenze, infrastrutture, investimenti e progettualità comuni. La candidatura presentata in Regione prevede un modello organizzativo di tipo «Hub & Spoke», con un hub centrale localizzato a Cremona e una rete di nodi territoriali distribuiti tra Brescia, Mantova e Lodi. Una struttura pensata per valorizzare le vocazioni specifiche dei diversi territori.
I protagonisti
Al progetto hanno già aderito oltre quaranta soggetti tra università, enti di ricerca, associazioni di categoria, organizzazioni imprenditoriali, consorzi e imprese. Tra questi figurano la Camera di Commercio di Brescia, l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, il sistema delle Confcooperative e delle Confapi territoriali, il Consorzio italiano biogas, Cassa Padana, Credito Padano, l’Aeroporto di Brescia-Montichiari, AB Holding e numerose altre realtà rappresentative dell’intera filiera agroalimentare.
La partecipazione congiunta delle quattro università del territorio costituisce uno dei principali punti di forza della candidatura. Nelle prossime settimane prenderà avvio il confronto operativo con i partner aderenti per definire priorità, progettualità e investimenti che caratterizzeranno la fase successiva del percorso.



