Lombardia Orientale, un polo da 3 miliardi per la Zis dell’agroalimentare

Il progetto unisce Brescia, Cremona, Lodi e Mantova per valorizzare il 70% della produzione agricola regionale. Un’alleanza per guidare l'innovazione nei comparti del latte e dei suini
Agroalimentare, motore inarrestabile per l’economia nazionale
Agroalimentare, motore inarrestabile per l’economia nazionale
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Prosegue a Cremona il percorso per la Zis agroalimentare della Lombardia Orientale: un percorso che unisce territori, università e imprese insieme per costruire un ecosistema di innovazione. Il primo incontro, svolto presso la Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia è stato dedicato all’avvio del percorso per la costituzione di una Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) per la filiera agroalimentare della Lombardia Orientale.

Visione di area

L’iniziativa si inserisce nel quadro del percorso condiviso promosso dalle Province di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova, che, attraverso la lettera d'intenti sottoscritta a Cremona dai Presidenti delle quattro Province il 24 ottobre 2025, hanno espresso la volontà di costruire una candidatura unitaria fondata su una visione di area vasta. In questo quadro, è intervenuto anche il presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, sottolineando l’importanza della cooperazione tra gli enti coinvolti. L’obiettivo è dare vita a un ecosistema interprovinciale capace di integrare imprese, università, istituzioni e società civile, rafforzando il posizionamento competitivo del territorio sui mercati nazionali e internazionali.

Numeri del polo

I territori coinvolti rappresentano uno dei principali poli agroalimentari del Paese: nelle quattro province si concentra circa il 70% della produzione agroalimentare lombarda e un export pari a oltre 3,24 miliardi di euro annui, equivalente a circa un terzo del totale lombardo. Un sistema produttivo articolato che coinvolge migliaia di imprese agricole, cooperative, aziende di trasformazione e realtà industriali di rilievo internazionale.

Filiere al centro

In questo contesto, la scelta di avviare il percorso sulla Zis per l’agroalimentare, accogliendo la sfida ambiziosa lanciata da Regione Lombardia, con una focalizzazione iniziale sui comparti lattiero-caseario e suinicolo, risponde a una logica precisa: si tratta infatti di filiere strategiche per il territorio, sia in termini di valore economico sia per il loro peso nella struttura produttiva locale. Questi comparti rappresentano eccellenze riconosciute a livello globale, ma sono al contempo esposti a sfide rilevanti legate alla sostenibilità ambientale, alla competitività internazionale, all’innovazione di processo e alla tracciabilità.

Rete delle università

L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, università, associazioni di categoria e attori economici dei territori, chiamati a contribuire alla costruzione di un progetto condiviso. I lavori, coordinati dal professor Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, hanno evidenziato come la Zis non rappresenti un progetto chiuso, bensì uno strumento di politica industriale territoriale finalizzato ad attivare un ecosistema dell’innovazione.

I presidenti delle quattro province
I presidenti delle quattro province

In questo quadro, sono intervenuti anche Luciano Baresi, Prorettore del Polo territoriale di Cremona del Politecnico di Milano, Davide Del Curto, Prorettore del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, Lorenzo Morelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Gianni Gilioli dell’Università degli Studi di Brescia e Michela Minero dell’Università degli Studi di Milano – sede di Lodi, Dipartimento di Medicina Veterinaria, che hanno evidenziato il contributo del sistema universitario nella valorizzazione delle vocazioni territoriali e nello sviluppo dell’ecosistema Zis.

Modello Hub&Spoke

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il modello organizzativo «Hub & Spoke», quale architettura di riferimento dell’ecosistema Zis, che integra il sistema territoriale e quello universitario in una logica coordinata e complementare. In questo quadro, Cremona si configura come hub territoriale, in stretta connessione con i territori di Brescia, Mantova e Lodi come nodi interconnessi.

Un’impostazione che consente di valorizzare le vocazioni produttive locali all’interno di una rete coordinata e coerente. L’iniziativa si colloca all’interno di una più ampia strategia regionale che mira a rafforzare la competitività dei territori attraverso la creazione di ecosistemi dell’innovazione capaci di operare su scala internazionale. In questo senso, la Zis rappresenta non solo un’opportunità di accesso a risorse finanziarie dedicate, ma soprattutto uno strumento per costruire una visione strategica condivisa e sostenibile nel medio-lungo periodo.

Obiettivi del Masterplan

L’incontro odierno ha rappresentato un primo momento di attivazione del percorso, che proseguirà nei prossimi mesi con fasi operative finalizzate alla costruzione del Masterplan della Zis. Alla costruzione del percorso contribuiscono, in modo integrato, il Politecnico di Milano – con i poli territoriali di Cremona e Mantova – l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Brescia e l’Università degli Studi di Milano, che hanno presentato il proprio ruolo nella definizione delle traiettorie scientifiche e tecnologiche della futura Zis.

L’obiettivo condiviso dalle quattro Province è giungere a una candidatura condivisa e solida, capace di rappresentare non solo un’opportunità per i territori coinvolti, ma una risorsa strategica per l’intero sistema lombardo, rafforzando il ruolo della Lombardia Orientale come piattaforma integrata dell’innovazione agroalimentare. L'incontro infatti è stato costruito nell'ottica di condividere un percorso ed il progetto con le categorie economiche e gli attori del territorio, principali portatori di interesse e destinatari della filiera che si intende sviluppare e consolidare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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