Nel 2025 la spesa media delle famiglie italiane per la gestione dei rifiuti urbani ha toccato quota 340 euro, registrando un aumento del 3,3% rispetto al 2024 (329 euro). Si paga di più al Sud, dove la spesa media è stata di 385 euro, rispetto al Nord che si ferma a 290 euro.
Ma quali sono le città italiane in cui la Tari costa di più? Le classifiche variano a seconda dei campioni e dei criteri utilizzati dalle diverse indagini. Secondo l’Indagine conoscitiva sulla tassa dei rifiuti curata dalla Uil il primato della città più cara spetta a Pisa, dove si spende mediamente di più in assoluto con una cifra di 650 euro. Al secondo posto si colloca Brindisi (529 euro), seguita da Pistoia (524 euro) e Trapani (521 euro). Sul fronte opposto, le città più economiche risultano essere La Spezia, con una tariffa media di 180 euro, seguita da Novara e Belluno (204 euro). In questa classifica Brescia si posiziona come la quarta città meno cara d’Italia, subito dopo Fermo, con una spesa media di 208 euro.
I parametri cambiano se si analizza il Rapporto 2025 dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. In questo secondo studio è Catania a conquistare la maglia nera di città più cara con 602 euro, segue Pisa (559 euro) e da Genova (509 euro). Le realtà meno care d’Italia diventano Cremona, con una tariffa di 196 euro, insieme a Udine e Trento, stabili entrambe a quota 199 euro.
Brescia si piazza al settimo posto tra le più economiche, con una spesa media calcolata in 217 euro. Le differenze tra i due report sono date dall’immobile tipo e dal numero di componenti del nucleo familiare preso come riferimento standard per effettuare le simulazioni. Al netto delle metodologie la geografia è tracciata.




