Economia

Siccità nei campi: seconde semine a rischio e allarme allevamenti

Regione Lombardia garantisce fino al 24 luglio 5 milioni di metri cubi al giorno sul bacino dell’Adda e un milione sull’Oglio
Sole in un campo - © www.giornaledibrescia.it
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Da crisi idrica annunciata a emergenza idrica ormai conclamata. Nelle campagne bresciane l’acqua non basta più a garantire tutte le colture, le seconde semine sono a rischio e negli allevamenti il caldo ha già ridotto la produzione di latte fino al 20 per cento. Confagricoltura e Coldiretti descrivono aziende sempre più in difficoltà, con l’acqua che potrebbe non bastare già dalla prossima settimana, raccolti a rischio e allevamenti sotto pressione per il caldo. La siccità sta già incidendo sulle scelte produttive e sui bilanci delle imprese.

Gli appelli

Confagricoltura Brescia parla apertamente di emergenza e alcune aziende aderenti all’associazione hanno già rinunciato alle seconde semine, che sarebbero dovute partire all’inizio di luglio, per concentrare la poca acqua disponibile sui primi raccolti.

«Non siamo davanti a una difficoltà ordinaria, ma a un’emergenza in grado di compromettere l’intera stagione agricola», avverte il presidente Oscar Scalmana. Le imprese hanno già sostenuto i costi di semine, irrigazioni, energia e manodopera, ma senza certezze rischiano di non portare a termine le produzioni. Mais, foraggi, orticole, frutteti, vigneti e oliveti sono i comparti più esposti. La rinuncia al secondo raccolto ridurrebbe la disponibilità di mais e foraggi locali, con ricadute sugli allevamenti e sulle produzioni Dop. Scalmana teme che in autunno possa crescere il ricorso alle importazioni e, con esso, il prezzo dei prodotti agricoli.

Coldiretti Brescia aggiunge un quadro già pesante nelle stalle. Negli allevamenti bovini più attrezzati, con ventilatori, nebulizzatori e sistemi di raffrescamento, il calo produttivo del latte è stimato tra il 5 e il 10 per cento. Nelle strutture meno attrezzate le perdite possono arrivare fino al 20 per cento. Nei campi il margine si restringe. L’acqua è ancora disponibile, ma senza piogge significative dalla metà della prossima settimana potrebbero diventare necessari turni irrigui più restrittivi. Nella Bassa preoccupano mais, foraggi e orticole; nelle zone collinari vigneti e oliveti; in montagna pascoli, sorgenti e disponibilità di foraggio.

Il bacino di ripompaggio della centrale e nel fiume Oglio a Edolo
Il bacino di ripompaggio della centrale e nel fiume Oglio a Edolo

«Le poche piogge di queste ore non hanno modificato il quadro complessivo», sottolinea la presidente di Coldiretti Brescia Laura Facchetti. Gli agricoltori stanno utilizzando ogni goccia con attenzione, ma il margine di sicurezza si riduce rapidamente. Da qui la richiesta di un maggior coordinamento e investimenti in invasi, reti irrigue e sistemi di accumulo. Confagricoltura insiste sulla gestione dei grandi bacini: rilasci invernali più attenti, confronto stabile con enti regolatori e produttori idroelettrici, procedure più snelle per nuovi pozzi e incentivi per sistemi irrigui efficienti.

Il tavolo

A cercare di arginare l’emergenza è stata Regione Lombardia, al termine di un tavolo che si è svolto ieri mattina al Pirellone nel quale si sono confrontati interessi difficili da conciliare: agricoltura, produzione idroelettrica, usi civili, consorzi ed enti regolatori. È stato raggiunto un accordo che garantisce fino al 24 luglio cinque milioni di metri cubi d’acqua al giorno sul bacino dell’Adda e un milione sull’Oglio.

Per il Bresciano quest’ultimo rilascio dovrebbe rallentare la discesa del Sebino e consentire di proseguire con l’irrigazione. Si aggiunge l’intesa con la Provincia autonoma di Trento, che sarà formalizzata in Giunta lunedì, per rendere disponibili nove milioni di metri cubi dagli invasi a monte del lago d’Idro, dando maggiore respiro al bacino del Chiese.

Al 12 luglio il deficit idrico lombardo era del 43,4 per cento; sull’Oglio del 47,3 e sul Chiese del 44,9. Numeri migliori rispetto al 2022, ma lontani dalla normalità.

La Regione rivendica di aver portato alla conclusione il primo raccolto per la grande maggioranza delle colture. Ma è qui che si apre la distanza con le associazioni agricole: il primo raccolto può essere salvato, sulle seconde semine e sul resto dell’estate non ci sono ancora garanzie. L’accordo con gli idroelettrici offre alcuni giorni di respiro, non una soluzione. Rallenta la discesa dei laghi e permette di continuare a irrigare, ma ha una scadenza ravvicinata. Senza piogge o nuove intese, dopo il 24 luglio la Regione dovrà tornare al tavolo e cercare un’altra pezza da aggiungere ad una coperta sempre più corta.

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