Cronaca

Tubature rotte e rubinetti a secco: è emergenza idrica in Valcamonica

La situazione più grave a Ceto: tecnici al lavoro per individuare le perdite e installare bypass. Autobotti a Nadro
Giuliana Mossoni
È arrivata un’autobotte da 13mila litri a Nadro di Certo © www.giornaledibrescia.it
È arrivata un’autobotte da 13mila litri a Nadro di Certo © www.giornaledibrescia.it

La Valcamonica fa i conti con una crisi idrica diffusa: in diversi Comuni sono già scattate da tempo ordinanze per limitare i consumi. La situazione più urgente è Ceto dove una serie di rotture sulla rete dell’acquedotto sta provocando disagi ai residenti di via Nazionale, con abitazioni rimaste quasi senz’acqua da giorni. Il Comune, guidato dalla sindaca Marina Lanzetti, ha attivato i tecnici per individuare le perdite e ripristinare il servizio.

La situazione a Ceto

La prima rottura era stata segnalata sabato mattina ed era stata subito riparata nel tratto esterno alla Nk, fino al bivio del Fascino pub. Gli interventi, però, non sono bastati: martedì sera è stato realizzato un bypass provvisorio, mentre ieri mattina è emersa una nuova criticità, con un’ulteriore perdita, la più consistente, che è stata individuata attorno alle 13 al bivio tra via Alberto Tarsia e via Nazionale. «Abbiamo sistemato un primo tratto e ora stiamo procedendo con il secondo – ha spiegato la sindaca –. Non si tratta di carenza d’acqua, ma di rotture alle tubazioni. Se non emergeranno altri guasti, nel giro di poche ore la situazione dovrebbe tornare alla normalità».

Nella mattinata il pronto intervento ha consentito di riportare l’acqua in alcune case a partire dalle 11.30, ma per altri residenti l’attesa è proseguita. Nel frattempo il Comune ha attivato misure di supporto: dalle 15 alle 20 sono stati messi a disposizione i servizi igienici e le docce del campo di Nadro per le persone senz’acqua, con il presidio della protezione civile. Su attivazione della Provincia, è intervenuto anche il Gicom della Comunità montana, con un’autobotte da 13mila litri a Nadro per distribuire l’acqua.

La mappa

Oltre al problema del flusso, resta in vigore anche l’ordinanza di bollitura per almeno dieci minuti, adottata dopo che un campione prelevato al Badetto è risultato non conforme.

La crisi idrica non riguarda però solo Ceto. A Breno, in località Montepiano, dal 6 luglio è in vigore il divieto di utilizzare l’acqua dell’acquedotto per uso domestico e alimentare se non dopo bollitura per almeno venti minuti. La situazione della sorgente Fontanoni, in difficoltà da settimane, appare invece in miglioramento.

Nel resto della Valle restano osservati speciali anche altri Comuni alle prese con ordinanze anti-spreco o limitazioni all’uso dell’acqua potabile, a iniziare da Piancogno; l’ultimo a emanare un’ordinanza è stato Bienno, ma risulterebbero in difficoltà anche Berzo Inferiore, Pian Camuno, Capo di Ponte, Gianico e Ponte.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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