«Il potere trasformativo dell'educazione risiede nella sua capacità di espandere le capacità umane. L'istruzione non si limita a trasmettere conoscenza; modella il modo in cui le persone pensano, risolvono problemi, si relazionano con gli altri e affrontano un mondo complesso». L’economista americano James Heckman attribuisce un’importanza rilevante all’educazione nella prima infanzia, tant’è che nel corso dei suoi studi trasformato la valutazione degli effetti causali nelle politiche pubbliche, con modelli statistici adottati a livello globale per analizzare i mercati del lavoro e l’istruzione e grazie a questo lavoro, nel 2000 gli è stato assegnato insieme a Daniel McFadden il Premio Nobel all’Economia per lo sviluppo di teorie e metodi statistici (chiamati appunto «Correzione di Heckman»), utilizzati per correggere i bias di selezione nell’analisi dei dati econometrici.

Oggi alle 18, nell’aula magna Tovini dell’Università Cattolica di Brescia, James Heckman (docente all’Università di Chicago e fondatore del Centro per l’economia dello sviluppo umano) ha tenuto una lectio magistralis dedicata all’«Education power. Il potere trasformativo per l’economia e la società».
Prof. Heckman, qual è il potere trasformativo dell’educazione sulla società?
Per i singoli individui, l'istruzione crea opportunità per sviluppare competenze che supportano un lavoro produttivo e una partecipazione significativa alla società. Per i bambini, in particolare, l'istruzione può favorire la curiosità, la perseveranza e la capacità di apprendere per tutta la vita. Per la società, l’istruzione è un investimento importante. I suoi benefici vanno ben oltre l’aula scolastica. Un’istruzione di alta qualità contribuisce alla crescita economica, all'innovazione, alla mobilità sociale, all'impegno civico e alla salute pubblica. Aiuta a creare società più prospere, coese e meglio attrezzate per affrontare le sfide future.

I sistemi educativi efficaci non si limitano a premiare il talento esistente, ma coltivano il potenziale. Offrono a tutti gli individui l'opportunità di sviluppare le proprie capacità e contribuire alla società. In questo senso, l'educazione è potere perché trasforma il potenziale umano in fioritura umana. Consente alle persone di condurre una vita più piena e aiuta le società a costruire un futuro più produttivo, equo e prospero.
La sua ricerca dimostra che il ritorno sull'investimento è massimo nell'educazione della prima infanzia e diminuisce con l'età. Potresti spiegarci la logica alla base di questo fenomeno?
La ricerca condotta con i miei coautori documenta che gli investimenti effettuati nei primissimi anni di vita possono generare ritorni elevati perché le prime esperienze gettano le fondamenta per l'apprendimento, la salute e il comportamento futuri. Le competenze si costruiscono sulle competenze. I bambini che sviluppano forti capacità cognitive, sociali ed emotive nelle prime fasi della vita riescono ad apprendere meglio a scuola, a stringere relazioni produttive e ad adattarsi ai cambiamenti durante l'età adulta. Gli investimenti precoci rendono più efficaci quelli successivi, poiché creano la capacità di trarre vantaggio dalle opportunità future. Questo non significa che l'apprendimento si fermi dopo la prima infanzia o che gli investimenti nei bambini più grandi e negli adulti siano irrilevanti. Al contrario, significa che l'intervento riparatorio è spesso più costoso della prevenzione. In genere è più efficace costruire solide fondamenta fin da subito piuttosto che affrontare le difficoltà dopo che si sono consolidate.

La mia ricerca ha inoltre evidenziato che il successo non dipende esclusivamente dai risultati accademici. Qualità come la perseveranza, la motivazione e la capacità di lavorare con gli altri si sviluppano attraverso le prime interazioni con le famiglie, gli educatori e i contesti educativi. Queste competenze svolgono un ruolo cruciale nel determinare i risultati della vita. La lezione per i decisori politici non è che dovremmo investire solo nei bambini piccoli. È che dovremmo riconoscere l'importanza speciale dei primi anni e garantire che i bambini abbiano accesso ad ambienti stimolanti che supportino uno sviluppo sano fin dall'inizio. Quando lo facciamo, aumentiamo l'efficacia degli investimenti compiuti in ogni fase successiva della vita.
Alla luce della sua curva di investimento per la prima infanzia, quali dimensioni qualitative nei servizi 0–6 consideri più critiche per generare benefici a lungo termine?
La qualità nei servizi per la prima infanzia non riguarda principalmente attrezzature speciali o programmi di studio formali, per quanto questi possano essere utili. L'elemento più importante è la natura delle interazioni che i bambini vivono con gli adulti che si prendono cura di loro e li educano. La ricerca mostra costantemente che relazioni calorose, reattive e di supporto allo sviluppo sono fondamentali per una crescita sana del bambino. I bambini apprendono attraverso l'interazione. Sviluppano il linguaggio, le competenze sociali e la capacità di risolvere problemi interagendo con adulti attenti e premurosi. I bambini imparano anche dai loro coetanei e dai fratelli.

Una seconda dimensione critica è il supporto al bambino nella sua interezza. I programmi di successo per la prima infanzia non promuovono solo lo sviluppo cognitivo, ma anche le competenze sociali ed emotive. Queste capacità sono essenziali per il successo a scuola, nel lavoro, nella vita familiare e nella cittadinanza.
In terzo luogo, la qualità dipende dalla continuità e dall'allineamento tra i diversi ambienti in cui vive il bambino. Le famiglie sono i primi insegnanti dei bambini, e i servizi per la prima infanzia sono più efficaci quando lavorano in sinergia con i genitori e gli educatori. I programmi che rafforzano l'ambiente di apprendimento domestico possono produrre benefici duraturi perché influenzano le esperienze quotidiane dei bambini oltre l'aula scolastica.
La lezione più ampia che emerge dalla ricerca è che la qualità non dovrebbe essere misurata semplicemente da ciò che i programmi offrono, ma da ciò che i bambini sperimentano. Le interazioni, le relazioni e gli ambienti che i bambini incontrano nei loro primissimi anni sono i meccanismi attraverso i quali si creano i benefici a lungo termine.



