Economia

Otto euro lordi l’ora per fare la vendemmia: «Meglio il reddito di cittadinanza»

E-work cerca 200 figure: «Solo 50 candidati, ma la metà si propone in nero per non perdere l’assegno»
Vendemmia: il contratto prevede 39 ore di lavoro settimanale, un giorno di riposo ogni 6 - Foto © www.giornaledibrescia.it
Vendemmia: il contratto prevede 39 ore di lavoro settimanale, un giorno di riposo ogni 6 - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Otto euro lordi l’ora per raccogliere l’uva sotto il sole cocente. In 50 hanno risposto all’appello lanciato dalla E-work per conto di Saf (Servizi agricoli Franciacorta). La metà, però, ci ha «candidamente chiesto di non essere assunta - rende noto Sonia Fornari, coordinatrice della filiale di Brescia che cerca 200 figure per la vendemmia 2022 -: si tratta di persone che percepiscono il reddito di cittadinanza o la disoccupazione. Ovviamente le abbiamo scartate dalla selezione».

Il caso fa riflettere: non sono pochi otto euro l’ora per un lavoro così faticoso? È giusto accontentarsi di un assegno percepito senza mettersi in gioco? È giusto accettare un impiego temporaneo pagato poco sapendo di poter meritare di più? La ricerca è stata eseguita nei tempi corretti e sui canali in grado di raggiungere il target immaginato? Perché l’offerta non riesce a incontrare la domanda, sempre che quest’ultima, dalle nostre parti, esista?

Cosa prevede il contratto

Partiamo dalla paga: un lettore ci ha segnalato di aver fatto un colloquio per «900-1.000 euro netti per tutto agosto, 27 giorni lavorativi, 4 euro o poco più l’ora. Fossero stati 8 avrei accettato, ma a queste condizioni no». «Le persone che cerchiamo noi verranno assunte da Saf srl - precisa Fornari - come operai con un contratto regolamentato dal Ccnl agricolo, seguendo le direttive dalla provincia di Brescia, che prevede una paga oraria lorda (comprensiva di Tfr) pari a 7,945 euro».

Ad oggi sono stati fatti solo «rapidi colloqui telefonici»: i nominativi di coloro che hanno superato questa prima selezione sono stati consegnati a Saf che, questa settimana, inizierà i colloqui in presenza. «In queste chiamate con i candidati non abbiamo fatto riferimento a 27 giorni lavorativi e siamo stati vaghi sul netto mensile: abbiamo parlato di un netto minimo di 900-1000 euro, precisando però che dipende dalla situazione patrimoniale del singolo e da quante ore la persona lavora».

Relativamente a canali e tempi, l’annuncio «è stato pubblicato sul sito di E-work, condiviso sui social e diffuso ai quotidiani locali attraverso un comunicato stampa. La stessa Saf prima di rivolgersi alla nostra agenzia ha fatto delle ricerche appoggiandosi a Comuni e centri per l’impiego. Ricerche che, in parallelo al nostro lavoro, stanno continuando».

La vendemmia nel Bresciano

Vendemmia - Foto © www.giornaledibrescia.it
Vendemmia - Foto © www.giornaledibrescia.it

Caso specifico a parte, Coldiretti e Confagricoltura confermano quanto ci avevano già detto a fine giugno: «Non c’è un allarme manodopera: si arriverà alla vendemmia con il numero di figure necessarie». Nel Bresciano servono 3.500-4.000 operai. Negli ultimi anni si è trattato al 95% di stranieri: «Per la ricerca le aziende agricole si affidano a società di servizi - spiegano da Confagricoltura Brescia -. La manodopera viene assunta nel rispetto del contratto nazionale e provinciale degli operatori agricoli e florovivaistici firmato dalle associazioni dei datori di lavoro e dai sindacati dei lavoratori che prevede una paga oraria lorda di 8 euro, 39 ore la settimana (sei e mezza al giorno, ndr) più eventuali straordinari e un giorno di riposo ogni sei. Tradizionalmente le stesse figure vengono impiegate in più aziende: prima in Franciacorta, poi per il Lugana, quindi in Valtenesi... Spesso provengono dalla Romania e si fermano in Italia alcune settimane. Anche quest’anno le società di servizi associate a Confagricoltura stanno riuscendo a garantire il personale necessario. Gli operai stranieri, però, guardano anche ad altri mercati e in futuro sarà utile fare delle valutazioni».

Il commento della Cisl

«Le criticità non sono emerse ora - è il commento di Rossella Gazzaretti, segretario della Fai Cisl Brescia -: da anni si fa fatica a reclutare manodopera in agricoltura e altri settori. Se, nello specifico, gli operai vengono assunti con contratti di settimo oppure ottavo livello percepiscono 9,406 o 7,452 euro lordi: è chiaro che si tratta di una paga oraria bassa che, però, non giustifica il fatto di preferire il reddito di cittadinanza. Da qualcosa bisogna pur cominciare per essere reinseriti nel mondo del lavoro».

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