Economia

Ondate di calore e lavoro, sarebbe giusto fermare la produzione? Di’ la tua

Nel decreto Infrastrutture del 22 giugno è introdotta anche la possibilità di sospendere o ridurre l’attività in caso di caldo eccezionale. Cosa pensate che si dovrebbe fare?
L'interno di una fonderia
L'interno di una fonderia

I picchi di caldo estremo di questi giorni mettono a dura prova tutti, compresi i lavoratori. Le criticità sono tante e non vanno certo sottovalutate: i rischi sulla salute di chi lavora all’aperto o in luoghi chiusi – come officine e fabbriche – dove le temperature possono essere comunque elevate, i costi dell’energia che si impennano per i consumi legati ai condizionatori, laddove vengono impiegati, rischiando anche di sovraccaricare la rete. 

Già a inizio giugno la Regione ha disposto un’ordinanza che vieta, fino al 23 settembre, di svolgere attività lavorative che comportino l’esposizione prolungata sotto il sole tra le 12.30 e le 16. E due giorni fa il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto Infrastrutture in cui, tra le altre cose, vengono reintrodotte misure «sulla possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l'attività lavorativa, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione, a causa di eccezionali ondate di calore».

Vista l’eccezionalità del caldo di questi giorni, pensate che sarebbe giusto fermare la produzione? Diteci la vostra nel sondaggio qui sotto.


 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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