L’estate alle porte porta con sé una stretta sui ritmi del lavoro all'aperto. Con un'ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana, la Regione Lombardia ha disposto il divieto assoluto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole, tra le 12.30 e le 16, a partire da domani 10 giugno e fino al 23 settembre 2026.
Il provvedimento, condiviso l'8 giugno con Ats, sigle sindacali e associazioni datoriali, punta a neutralizzare l'impatto delle ondate di calore anomale e lo stress termico, responsabili di gravi rischi per la salute. «La sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta – ha spiegato Fontana – e richiede interventi basati su evidenze scientifiche. Con questa misura mettiamo al centro la salvaguardia della salute davanti agli effetti dei cambiamenti climatici».
I settori coinvolti
Il blocco pomeridiano non scatterà in automatico tutti i giorni, ma sarà strettamente legato ai dati scientifici. Il divieto si attiverà infatti solo nelle giornate in cui la piattaforma Worklimate (il sistema di monitoraggio di Inail e Cnr) segnalerà, alle ore 12.00, un livello di rischio «Alto» per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.
I comparti bresciani precettati dall'ordinanza sono quattro, da sempre i più esposti alla morsa della canicola estiva:
- Agricoltura
- Florovivaismo
- Cantieri edili all'aperto
- Cave e siti estrattivi
Le deroghe per i servizi pubblici
La macchina dei servizi essenziali non si fermerà. Il divieto, infatti, non si applica alle Pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblici servizi e ai loro appaltatori stradali o infrastrutturali in tre casi specifici: interventi di pubblica utilità, attività di protezione civile e interventi urgenti per la salvaguardia della pubblica incolumità (fermo restando l'obbligo per i datori di lavoro di rimodulare i turni e proteggere il personale secondo il D.Lgs. 81/2008).
Per bilanciare lo stop pomeridiano e consentire alle imprese di recuperare le ore perse, la Regione ha inserito una forte raccomandazione rivolta ai Sindaci dei Comuni lombardi. L'invito è quello di concedere deroghe temporanee ai regolamenti sul rumore e sulle emissioni acustiche, permettendo così l'apertura dei cantieri e l'avvio delle lavorazioni nelle ore più fresche dell'alba o della prima mattina. Restano comunque validi eventuali provvedimenti sindacali locali ancora più restrittivi.
Sanzioni penali
L'ordinanza regionale non dimentica i settori al chiuso o le baie di carico. Per comparti ad alta intensità logistica o per gli stabilimenti produttivi non climatizzati ma influenzati dal meteo esterno, la Regione raccomanda caldamente l'adozione di termo-igrometri per monitorare l'indice Humidex di percezione del calore.
Attenzione, infine, ai controlli delle Ats. Trattandosi di un'ordinanza di sicurezza pubblica, i datori di lavoro che non rispetteranno i blocchi orari nelle giornate da bollino rosso rischiano pesantissimo: la violazione delle disposizioni comporta infatti l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 650 del Codice Penale (inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità), salvo reati più gravi.



