Economia

Mercato italiano macchine utensili, il valore torna ai livelli del 2016

Dopo un 2024 da dimenticare all’orizzonte si intravedono segnali di miglioramento, con una domanda nazionale in risalita (ma con le esportazioni in calo)
Una macchina utensile
Una macchina utensile
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Il 2024 si è rivelato un anno complesso per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, in linea con le proiezioni che già indicavano una flessione dopo i picchi di crescita registrati negli anni precedenti. Quasi tutti gli indicatori economici del comparto hanno evidenziato un calo significativo, segnando un’inversione di tendenza rispetto al periodo di espansione favorito dalle politiche di incentivazione che, con Transizione 5.0, hanno subìto una drastica frenata a causa dell’incertezza, inducendo molte imprese a posticipare gli ordini. Dopo mesi di attesa per i necessari chiarimenti, è di pochi giorni fa la notizia che i fondi sono esauriti.

A influire negativamente sull’andamento dell’anno sono intervenuti anche fattori esterni, come le tensioni geopolitiche, la crisi dell’economia tedesca e il rallentamento del comparto automotive, da sempre trainante per la domanda di macchine utensili. Le aziende sono inoltre consapevoli che la crescita degli anni passati è stata sostenuta in misura rilevante dagli incentivi pubblici e, con l’avvicinarsi della loro scadenza, sottolineano la necessità di una politica industriale capace di accompagnare il comparto oltre il 2026, garantendo continuità agli investimenti e competitività internazionale. In tale prospettiva, si guarda con fiducia a possibili interventi normativi mirati alla sostituzione delle macchine ad alto consumo energetico, con l’introduzione di incentivi pari al 50% per la rottamazione delle apparecchiature con oltre sette anni di vita utile.

Lo scenario

Secondo i dati di Ucimu, il 2024 ha segnato un netto peggioramento per la produzione italiana di macchine utensili, con una contrazione di quasi 17 punti percentuali rispetto all’anno precedente, quando si era registrato un incremento del 4,6%. Il valore complessivo della produzione si è attestato a 6.327 milioni di euro, contro i 7.615 milioni del 2023, evidenziando l’impatto del rallentamento che ha interessato l’intero comparto.

A pesare sul risultato negativo sono stati principalmente la riduzione delle consegne sul mercato interno (-39,5%) e il crollo del consumo domestico, diminuito di oltre il 36% rispetto all’anno precedente. Anche le importazioni hanno risentito del contesto economico sfavorevole, registrando una flessione del 31,8%, passando da 2.425 milioni a 1.653 milioni di euro.

L’export

L’unico elemento positivo del 2024 riguarda le esportazioni, che pur in misura contenuta hanno fatto segnare un incremento dell’1,2%, salendo da 4.223 milioni a 4.273 milioni di euro. Tale risultato conferma la capacità competitiva delle imprese italiane sui mercati esteri e contribuisce a mantenere positivo il saldo commerciale del settore, in crescita del 45,7%. Questo dato, pur in un contesto di generale contrazione, sottolinea ancora una volta il ruolo centrale delle macchine utensili italiane nel panorama internazionale.

L’incidenza delle importazioni sul consumo è passata dal 41,7% al 44,6%, segnale di una maggiore dipendenza da tecnologie estere in un momento di debolezza della domanda interna, mentre quella dell’export sulla produzione è salita dal 55,5% del 2023 al 67,5%, a conferma della vocazione fortemente internazionale delle imprese italiane, sempre più orientate verso i mercati esteri per compensare la flessione del mercato domestico.

Il comparto

Anche l’industria bresciana delle macchine utensili ha risentito del difficile contesto congiunturale del 2024. Il fatturato complessivo ha registrato una contrazione del 12,8%, mentre il valore della produzione ha seguito un andamento analogo, con una flessione del 14,8%. A livello di redditività, l’Ebit si è ridotto del 16,6%, e ancora più marcata è risultata la diminuzione dell’Ebitda (-22,9%), che tuttavia riesce a mantenere un livello di incidenza sulle vendite pari al 10,8%.

Il valore aggiunto sulle vendite prosegue il suo percorso di crescita lenta ma costante, attestandosi al 31,6%. Anche quest’anno il numero di imprese con un Ebit negativo sono due ed entrambe hanno chiuso l’esercizio con una perdita d’esercizio. Sul fronte della redditività, gli indicatori confermano il quadro di progressivo indebolimento della performance del settore. Il Roe (Return on equity), indice della redditività dei mezzi propri, subisce una riduzione significativa, passando dal 5,5% del 2023 al 3,1% nel 2024, praticamente dimezzandosi.

L’utile netto

La dinamica negativa si riflette anche sull’incidenza dell’utile netto sul fatturato, che scende di un punto percentuale, dal 3,3% al 2,2%, segnalando un ulteriore restringimento dei margini reddituali. Anche il Roi (Return on investment), indicatore della redditività degli investimenti, mostra una lieve flessione rispetto all’anno precedente, attestandosi al 3,5% contro il 4% del 2023.

Guardando, invece, alla solidità finanziaria delle imprese bresciane, si rileva un leggero miglioramento del rapporto di indebitamento, rappresentativo di una struttura finanziaria che, nel complesso, resta equilibrata. Tuttavia, tale dato positivo è controbilanciato da un sensibile peggioramento della sostenibilità economica del debito: il rapporto tra oneri finanziari ed Ebitda è infatti salito al 17,3%, rispetto all’8,4% registrato nel 2023.

All’orizzonte

Il 2024 rappresenta dunque un passo indietro, che riporta il valore del mercato italiano ai livelli del 2016. Le previsioni per il 2025 delineano tuttavia un quadro di parziale miglioramento, con una domanda nazionale in risalita ma con le esportazioni in calo, attese al 61,4% della produzione, che si manterrà pressoché stabile.

Nonostante le difficoltà congiunturali, l’industria italiana delle macchine utensili continua a distinguersi nel panorama globale, confermando la quinta posizione mondiale per produzione e la quarta per export, a testimonianza della solidità e del know-how tecnologico che caratterizzano il Made in Italy.

ha collaborato Ikram Dourhnou

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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