Economia

La meccanica bresciana è cresciuta del 10,6% in 12 mesi

Ieri in Beretta il Consiglio allargato del settore nazionale. Metelli ottimista: «I cambiamenti creano opportunità»
Il futuro resta però incerto
Il futuro resta però incerto

Nonostante la crisi dei mercati, la meccanica «made in Brescia» ha inanellato quattro trimestri consecutivi di segni più, per una crescita che negli ultimi dodici mesi (dal terzo trimestre 2025 al secondo 2026) ha raggiunto i 10,6 punti percentuali.

A fare la differenza sono certamente la perizia e la conoscenza maturate in molti decenni di studio e lavoro, ma anche la capacità di confrontarsi e collaborare tra management delle imprese e istituzioni industriali e politiche. Per continuare nello sviluppo di questa dote, la meccanica che fa capo a Confindustria Brescia si è incontrata anche ieri pomeriggio, a Gardone Valtrompia nella sede di Fabbrica d’armi Pietro Beretta, dove alla presenza di un centinaio di imprenditori e manager il Consiglio allargato del settore Meccanica e Meccatronica ha svolto la tavola rotonda «Imprenditori insieme».

L'incontro si è tenuto alla Fabbrica d'Armi Beretta
L'incontro si è tenuto alla Fabbrica d'Armi Beretta

Il confronto

L’iniziativa, ospitata dal gruppo triumplino è stata introdotta dal presidente del Settore meccanica e meccatronica di Confindustria Brescia Alberto Metelli, moderata dal direttore confindustriale Filippo Schittone, e ha visto la partecipazione del presidente e ceo di Fabbrica d’armi Pietro Beretta Franco Gussalli Beretta, del presidente di Federmeccanica Silvano Simone Bettini e del consigliere del ministro delle Imprese e del made in Italy Roberto Luongo.

Il confronto si è inserito in un contesto, quello Bresciano, in cui la meccanica ha un ruolo economico centrale. Secondo le elaborazioni del Centro studi di via Cefalonia, su dati Istat, il comparto conta in provincia 7.703 unità locali e 94.500 addetti, il 60% e il 61% del totale della manifattura. Brescia oggi è al terzo posto in Italia per numero di addetti dopo Torino e Milano.

«Numeri importanti per Brescia - commenta Metelli - soprattutto in questa fase congiunturale in cui domina un clima di incertezza generale. Dal nostro osservatorio - continua l’imprenditore - registriamo una situazione a macchia di leopardo: qualcuno va molto bene e qualcun altro è in crisi, a causa delle trasformazioni in corso. I numeri per ora sono positivi, ma lo scenario da qui in avanti, purtroppo, potrebbe cambiare in peggio. I principali fattori di criticità sono il caro energia e i rincari delle materie prime, dovuti a cause esogene. Avanti di questo passo appare sempre più probabile un maggiore ricorso alla cassa integrazione e rallentamenti nella produzione. Resto comunque ottimista, spesso queste fasi di cambiamento creano anche delle opportunità».

Parole a cui hanno fatto seguito quelle del presidente di Federmeccanica, Silvano Simone Bettini: «Le stime dell’export indicano che già quest'anno il lavoro con i mercati esteri tornerà a crescere, a conferma della competitività e della qualità tecnologica del nostro manifatturiero».

I numeri

Per i bilanci, le imprese del settore hanno generato nell’ultimo anno disponibile (il 2024) 21,4 miliardi di euro di ricavi e 6,8 miliardi di valore aggiunto, con un Ebitda di 2,7 miliardi. Nella congiuntura, dopo i due trimestri positivi della seconda metà del 2025 (+1,1 e +4,4%) la produzione meccanica bresciana ha continuato a marciare in crescita inanellando anche nei primi sei mesi del 2026 un +3,6% e un +1,5%. Complessivamente significa un crescita negli ultimi dodici mesi del 10,6%.

«La longevità di un’impresa - ha ricordato dopo di lui Franco Gussalli Beretta - nasce dall'innovazione senza perdere le proprie radici. Nei momenti di trasformazione serve valorizzare le competenze ma anche indicare una direzione chiara che vada oltre il breve termine. Il digitale e l’AI offrono opportunità straordinarie ma nessuna tecnologia funziona senza le persone adatte, il vero patrimonio di un’azienda».

«Nonostante la complessa congiuntura internazionale, l’export continua a rappresentare il motore trainante del settore e una leva fondamentale per la crescita e la competitività del sistema produttivo nazionale - ha chiuso Roberto Luongo, consigliere del Ministro delle Imprese -. Guardando al futuro, le stime indicano che già nell’anno in corso i mercati esteri torneranno a crescere: una prospettiva che conferma la straordinaria competitività delle nostre imprese, la loro qualità tecnologica e la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Come Mimit, siamo impegnati a sostenere i percorsi di internazionalizzazione e a rafforzare le condizioni affinché si possano cogliere appieno tutte le opportunità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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