Economia

Camion fermi e caro prezzi: cosa rischiano famiglie e imprese bresciane

Lo sciopero degli autotrasportatori blocca le strade del Sud e accende l’allarme sulle forniture, dai supermercati ai magazzini delle industrie. A Brescia il costo della vita cresce ancora: a settembre prezzi +0,4% su agosto, +3,9% rispetto al 2025
Camionisti in sciopero in Calabria - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Camionisti in sciopero in Calabria - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Sciopero nazionale, viabilità in Puglia, Calabria e Basilicata paralizzata dai blocchi stradali degli autotrasporti, prezzi al consumo in costante crescita – con Brescia che a settembre 2026 ha fatto registrare +0,4% rispetto ad agosto e +3,9% sullo stesso mese del 2025 –, costi per energia e carburanti alle stelle. E persino disagi negli aeroporti, con il 50% dei voli a terra o in ritardo, sebbene ciò sia da imputare ad «anomalie nella rete di trasmissione dati» a detta di Enac.

Venerdì 16 ottobre la tempesta (quasi) perfetta si è abbattuta sull’Italia, stretta tra un contesto geopolitico sempre più nebuloso e un malcontento generalizzato che si esplicita nella rabbia dei cittadini e nella sfiducia delle aziende. Proprio questi due soggetti, persone e imprese, sono esposti a rischi sempre più grandi e direttamente proporzionali all'esasperazione delle condizioni di difficoltà. E delle conseguenti proteste.

Prendiamo per esempio il trasporto su gomma. Nel Sud Italia il caro carburanti ha portato gli autotrasportatori di alcune sigle a fermarsi – ma anche pescatori e agricoltori –, arrivando persino a bloccare alcune direttrici stradali. Le conseguenze si sono viste subito nella consegna di prodotti freschi – latte per esempio – e di merci la cui spedizione era già stata programmata. Con il possibile aggravarsi della situazione i problemi potrebbero riversarsi direttamente sugli scaffali dei negozi, con carenza in primis di beni deperibili quali frutta, verdura, carne, ma persino di farmaci, e in seguito anche nei magazzini delle imprese. La complessità della catena di fornitura nazionale e della relativa logistica comporta infatti danni a cascata su tutto il sistema Paese.

Famiglie bresciane

E Brescia in questo senso non è al sicuro. Se infatti nelle settimane scorse gli autotrasportatori locali avevano allontanato l'ipotesi di un imminente sciopero, la possibilità di un blocco avrebbe conseguenze dirette sulla provincia. La stragrande maggioranza delle merci viene infatti movimentata via gomma – nel 2024 in Italia sono state movimentate via terra 1,2 miliardi di tonnellate di merci, il 92,1% su strada e il 7,9% su ferrovia – e la dipendenza dai camion intacca sia famiglia sia aziende.

Per le prime le iniziali difficoltà potrebbero concentrarsi sui beni che richiedono consegne frequenti e hanno scorte limitate: frutta e verdura, latte fresco, latticini, carne e altri prodotti refrigerati. Anche i rifornimenti di benzina e gasolio ai distributori dipendono nell'ultimo tratto dalle autobotti. C’è poi il capitolo farmacie e presidi sanitari,dove le forniture urgenti assumerebbero particolare rilievo, pur in presenza delle tutele previste per i servizi essenziali. Più graduali sarebbero invece gli effetti su pasta, conserve e prodotti a lunga conservazione, per i quali le scorte possono offrire maggiori margini.

Caro prezzi

Carrello della spesa - © www.giornaledibrescia.it
Carrello della spesa - © www.giornaledibrescia.it

In questo contesto si inserisce l’ultima rilevazione dell’Istat. A settembre 2026 l’inflazione a Brescia, pur mantenendosi al di sotto della media nazionale, si esplicita in un aumento dei prezzi dello 0,4% su agosto (+0,7% in Italia), e del 3,9% in confronto al medesimo mese del 2025 (+4,2%). Il rincaro annuo per famiglia è stimato in 1.169 euro per famiglia.

Le più elevate variazioni congiunturali (mese su quello precedente) si presentano per le voci «Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili» (+2,2%), «Prodotti alimentari e bevande analcoliche» (+0,9%), «Informazione e comunicazione» (+0,7%), «Trasporti» (+0,7%). In calo la voce «Ricreazione, sport e cultura» (-1,8%), «Servizi di ristoranti e servizi di alloggio» (-0,6%) e «Bevande alcoliche e tabacchi» (-0,2%). Pressoché stabili o in leggera crescita i rimanenti ambiti.

In termini tendenziali invece (rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) si registrano decisi aumenti per i settori «Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili» (+12,1%), «Trasporti» (+8,6%), «Servizi di ristoranti e servizi di alloggio» (+3,2%), «Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari» (+3,0%), «Servizi finanziari e assicurativi» (+2,1%), «Bevande alcoliche e tabacchi» (+2,1%), «Informazione e comunicazione» (+1,8%), «Servizi di istruzione» (+1,5%), «Ricreazione, sport e cultura» (+1,1%). Meno decisi gli aumenti delle altre divisioni.

Imprese bresciane

Per le imprese invece il problema è meno visibile, ma si presenta ben prima dell’effettivo calo delle vendite. Nelle filiere manifatturiere, soprattutto nella meccanica e nella metallurgia e cioè gli ambiti in cui il sistema Brescia è più competitivo, la riduzione dei flussi di materie prime, semilavorati e componenti può compromettere la programmazione degli impianti, specie dove le scorte sono contenute e gli approvvigionamenti seguono logiche just in time. Sul versante delle spedizioni inoltre l’impossibilità di consegnare i prodotti finiti comporterebbe accumuli di magazzino, costi logistici aggiuntivi e una conseguente tensione sul capitale circolante.

E in caso di fermo dei camion i treni non basterebbero certo a migliorare la situazione. Il trasporto ferroviario svolge certamente un ruolo strategico nella movimentazione di container, prodotti siderurgici e merci ad alto volume, ma la sua capacità di sostituire quello su gomma resta limitata dalla necessità di collegamenti stradali per la distribuzione finale a stabilimenti e punti vendita. Un prolungamento del fermo degli autotrasportatori potrebbe quindi determinare criticità crescenti nelle catene di approvvigionamento, con ripercussioni sulla disponibilità dei beni a disposizione delle famiglie e sulla continuità produttiva delle imprese.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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