Un manifesto per migliorare le condizioni di lavoro degli autisti e incrementare la competitività delle filiere. È stato presentato in Confindustria Brescia il pacchetto «Welfare on the Road - Per una nuova mobilità della merce», elaborato dall’associazione nell’ambito del gruppo tecnico Trasporti e logistica, contenente dieci misure volte a rafforzare la collaborazione tra industria e autotrasporto e promuovere una logistica sempre più efficiente, integrata e sostenibile.
Il lancio dell’iniziativa è avvenuto alla presenza del vicepresidente nazionale Leopoldo Destro; Paolo Streparava e Giuseppe Pasini, presidenti Confindustria Brescia e Confindustria Lombardia; Riccardo Morelli, presidente Anita. «Una manifattura competitiva – ha commentato Streparava – ha bisogno di una logistica altrettanto competitiva. Oggi la capacità delle imprese di competere non dipende soltanto da qualità dei prodotti, investimenti e innovazione, ma anche dall’efficienza delle filiere nelle quali operano. Il manifesto traduce questi principi in azioni concrete e volontarie che intendiamo promuovere presso le nostre associate».
Il punto
«Partiamo dall’idea che la logistica e i trasporti sono una parte fondamentale della politica industriale del nostro Paese - dichiara Destro -, perciò dobbiamo creare un anello forte tra il mondo della manifattura e il mondo dei trasporti e della logistica; solo in questo modo riusciamo ad essere più competitivi e più efficienti, per mettere a terra in entrata e in uscita i nostri materiali e le nostre merci».
Il manifesto prende le mosse da una delle principali criticità del settore, la carenza di autisti, che rischia di incidere sulla continuità delle catene di approvvigionamento e sull’efficienza dell’intero sistema industriale. «La mancanza di operatori logistici è stimata in difetto per 45.000 unità in Italia e addirittura 444mila in Europa – specifica il vicepresidente nazionale –. Bisogna investire anche sulle competenze di chi va a gestire logistica e trasporti. Il welfare è una forma innanzitutto di sostenibilità sociale, ma è anche una forma di attrattività nel senso che dobbiamo rispetto a un lavoro che rimane strategico per la manifattura italiana».
Sotto la lente
Il documento evidenzia una serie di pratiche che le imprese manifatturiere possono adottare volontariamente. Gli interventi riguardano, tra l’altro, l’accesso ai servizi igienici e alle aree ristoro, la gestione dei tempi e dei flussi di carico e scarico, la sicurezza, la flessibilità operativa, il supporto tecnologico e la digitalizzazione, la formazione e la valorizzazione del ruolo degli autisti. È inoltre prevista la possibilità di individuare un referente aziendale dedicato al monitoraggio delle misure adottate e alla gestione dei rapporti con i vettori.
«Una logistica efficiente e un trasporto rapido e interconnesso riducono costi e tempi - sottolinea Pasini -; un’opportunità anche in ottica di transizione verde oltre che di resilienza alle crisi legate alle interruzioni delle catene di approvvigionamento».
Il caso
Alla successiva tavola rotonda «Industria e autotrasporto: una filiera più integrata e competitiva» hanno partecipato anche di Alessandro Barbiero, ad dell’omonimo gruppo e Francesco Franzoni, ad Raffmetal, mentre le conclusioni sono state affidate a Julia Righettini, vicepresidente settore Mobilità, trasporti e logistica di Confindustria Brescia.
Esemplare il caso di Raffmetal. «Per la nostra azienda - riferisce Franzoni –, legata alla produzione di leghe di alluminio, la criticità è data dall’avere pochi spazi e volumi notevoli. Quindi per noi è importante programmare gli arrivi dei materiali. Abbiamo scelto di instaurare un rapporto di collaborazione con gli autisti, affinché si trovino in un contesto accogliente, andando incontro alle loro preferenze di orario, predisponendo la possibilità di parcheggio; offrendo un servizio doccia, sala caffè… Piccole cose che però raccolgono i bisogni di persone che sono fondamentali per la nostra filiera».



