Tutti contenti, ma con tanti, tantissimi ma a fare da corollario. La decisione di Eni di fissare un price cap per benzina e gasolio, scelta fatta propria a stretto giro anche da Ip, è stata accolta positivamente dal composito sistema dei trasporti bresciano, sebbene la situazione resti critica e non più sostenibile nel lungo periodo.
Autotrasportatori
La prima però a esprimere un plauso è Giuseppina Mussetola, segretaria provinciale della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) di Brescia e della Lombardia Orientale. «Avere un price cap significa poter contare su costi certi, e questo si declina nella possibilità di fare i conti e stilare i bilanci in base a importi prefissati, non aleatori – spiega –. I costi fissi diventano un punto di riferimento e per noi ciò è molto importante». Per Mussetola ora la necessità «è rendere questi prezzi una certezza nel tempo (il price cap scadrà dopo 30 giorni, ndr), in attesa che il governo prenda provvedimenti strutturali per affrontare una situazione che grava sulle nostre società da marzo».
Benzinai
Ma ad accogliere con favore il price cap è anche Matteo Bozzoni, presidente della Faib-Federazione italiana benzinai di Confesercenti della Lombardia Orientale, per il quale «avere prezzi dei carburanti di 20 centesimi più bassi è una buona cosa, sia per le vendite sia per i costi di commissione». Prezzi più bassi significano infatti più clienti, «sebbene il problema sia che Eni se n’è uscita con questa iniziativa di punto in bianco, senza coinvolgere i gestori – la critica mossa –. E si pensi che proprio la Faib aveva proposto un price cap non meno di una settimana fa».
Conti alla mano significa che un benzinaio – sono circa 100 solo i distributori Eni in provincia – «ha acquistato gasolio a 2,40 e benzina a 2,10 a litro venerdì, e lunedì si trova a doverli rivendere a 20 centesimi in meno: questo mancato guadagno ricade solo sui gestori». A poco secondo il presidente della Faib serve il ristoro di 1.500 euro annunciato dalla compagnia petrolifera italiana. «Se vogliono aiutare davvero il popolo italiano supportino anche le imprese – conclude –. Va bene calmierare il prezzo dei carburanti, ma serve anche un accompagnamento per i gestori, altrimenti a pagare sono sempre sui più deboli».
Tassisti
Dello stesso avviso è Antonio Amodio, presidente della cooperativa Radio Taxi Brixia. «Tutto quello che concorre ad abbassare i prezzi dei carburanti è benvenuto – esordisce –. Non dimentichiamoci però che in primavera gasolio e benzina erano attorno all’1,65 euro al litro, e anche col price cap l’aumento è, nel migliore dei casi, di 30 centesimi».
Ciò si traduce in extra costi per i tassisti - 103 le licenze a Brescia, 99 i soci della cooperativa - «di 260-280 euro al mese, oltre 3 mila euro all’anno – afferma Amodio –. Il price cap è perciò assolutamente insufficiente, serve un intervento del governo a sostegno della categoria, che sia tramite credito d’imposta o sconto sulle accise». Il presidente di Radio Taxi Brescia allontana però al momento l’ipotesi di uno sciopero in città, come invece ventilato a livello nazionale da Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti: «Lo escludiamo, però seguiamo l’evolversi della situazione».




