Cronaca

Gasolio alle stelle, autotrasporto in affanno: «Si è mangiato gli utili»

La Fai di Brescia denuncia rincari del 35% in un anno, il carburante pesa ormai fino al 50% sui costi delle imprese
Flavio Archetti
Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio gli autotrasporti bresciani
Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio gli autotrasporti bresciani

Il forte aumento dei costi del gasolio ha colpito l’intero sistema economico, a partire dagli autotrasportatori, per cui il carburante è strumento vitale. Dalla chiusura dello stretto di Hormuz a oggi la situazione si è fatta progressivamente più pesante, e dato che i costi alla pompa continuano a salire, è ogni giorno più delicata. Tanto delicata che – come raccontato dalla segretaria provinciale della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) di Brescia e della Lombardia orientale, Giuseppina Mussetola, «Il carburante è arrivato a occupare mediamente il 50% dei costi in bilancio di un’azienda del settore».

I numeri

 «Siamo di fronte a rincari che si aggirano sul 35% rispetto a un anno fa – continua Mussetola -. Un pieno di mille litri allora si pagava circa 1.300 euro e oggi è di almeno 2.000 euro. Per le nostra imprese, a Brescia circa 2.400 per 24.000 mezzi circolanti, c’è lo spettro dello stop, nonostante i provvedimenti governativi. A proposito di questi, la nostra richiesta è molto chiara: serve un intervento strutturale, come già spiegato nell’incontro del 23 maggio a palazzo Chigi. È necessario arrivare ad un prezzo fisso che interrompa questo snervante e ingestibile sali-scendi.

Per ora però, in questa direzione, dal governo non abbiamo avuto alcuna risposta. Inascoltate sono le osservazioni sulle società petrolifere e le (presunte) speculazioni che stanno mettendo in crisi il mondo intero. Nella situazione di caos attuale è diventato impossibile anche programmare da oggi a domani, e per un'azienda la programmazione è vitale. Adesso siamo in attesa delle disposizioni per il recupero dei costi del carburante da marzo a agosto, attraverso il credito d’imposta, e stiamo valutando il nuovo decreto che modifica le accise mobili, ma ci piace poco perché la composizione del costo del carburante in questo modo rende tutto ancora meno comprensibile. Gli autotrasportatori vogliono le accise come erano fino allo scorso mese di marzo e, come allora, il recupero trimestrale».

Zero utili

A complicare tutto il quadro dell’autotrasporto aggiungendo difficoltà alle difficoltà, c’è anche il rapporto sempre conflittuale con i committenti. «Per noi si tratta di un vero punto debole – conclude la segretaria del Fai di Brescia e della Lombardia orientale –. Nonostante le nostre condizioni di crisi, ormai acuta, la controparte si rifiuta di venirci incontro adeguando la voce “costo del carburante”, come se la nostra richiesta fosse immotivata o priva di fondamento, quando invece ci troviamo in una condizione in cui gli aumenti del carburante si sono mangiati tutto il nostro utile».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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