Nel secondo trimestre, Iveco Group ha registrato un forte incremento dei ricavi consolidati pari a 3,76 miliardi di euro (+7,3%) e anche dei ricavi industriali pari a 3,69 miliardi (+7,9%), in particolare grazie a maggiori volumi in Europa. Il lancio dell’offerta pubblica di acquisto di Tata Motors è atteso a inizio settembre, con chiusura prevista entro inizio novembre 2026. Iveco ha annunciato che la sua chief financial & It officer, Anna Tanganelli, al completamento sostanziale dell’offerta pubblica di acquisto di Iveco Group da parte di Tata Motors, lascerà l’azienda «per assumere un nuovo incarico a partire dal 2 novembre 2026 presso una società quotata in Borsa».
Il processo di individuazione del nuovo cfo – spiega – è già in corso e i dettagli relativi al successore saranno comunicati non appena l’iter sarà concluso. Le attività industriali hanno generato un ebit adjusted di 104 milioni. Il free cash flow registra un assorbimento di cassa di 45 milioni, mentre la liquidità disponibile rimane solida a 4,4 miliardi al 30 giugno 2026 dopo il pagamento del dividendo straordinario di circa 1,5 miliardi il 22 aprile 2026, derivante dai proventi della cessione del business Defence.
Rafforzata l’efficienza strutturale

«La solida crescita dei ricavi registrata nel trimestre conferma la resilienza delle nostre attività industriali. Le azioni mirate e positive intraprese per rafforzare l’efficienza strutturale del business consentiranno a Iveco Group di affrontare la prossima fase del proprio sviluppo come un partner solido e fiducioso nell’ambito dell’operazione di carattere trasformativo con Tata Motors, che prosegue positivamente nel processo di ottenimento delle autorizzazioni richieste» sottolinea il ceo Olof Persson.
Iveco Bus ha mantenuto la sua prima posizione nel mercato europeo degli autobus elettrici e ha consolidato il suo secondo posto nella classifica generale, con una quota di mercato superiore al 25%. Le consegne di autobus aumentano dell’8%, grazie anche al funzionamento a pieno regime dello stabilimento di Annonay.
Guardando al futuro, Iveco si aspetta «una ripresa graduale della redditività nella seconda metà del 2026, che riflette una domanda più debole di veicoli commerciali leggeri verso la fine dell’anno, in particolare nel segmento di fascia alta, e maggiori incertezze macroeconomiche che impatteranno negativamente la performance d’esercizio delle nostre attività industriali. Ci si aspetta – spiega l’azienda – una parziale compensazione di tali effetti grazie alle azioni implementate nella prima metà del 2026 e all’accelerazione del nostro Programma di Efficienza. Ci si aspetta inoltre una solida generazione di cassa del free cash flow nel secondo semestre 2026».



