Veicoli antincendio, il gruppo Bai cresce con le maxi commesse Pnrr

Uno schieramento di così tanti mezzi dei Vigili del fuoco normalmente è possibile solo nell’immaginario di un bambino appassionato di motori. Tuttavia, basta percorrere in qualsiasi senso di marcia l’autostrada Brescia-Piacenza per costatare che in prossimità del comune di Bagnolo Mella tutte quelle autobotti biancorosse non sono frutto della fantasia di un ragazzino, bensì del prezioso lavoro svolto dalla Bai, Brescia antincendi international.
Anche se l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza sta vivendo una fase critica, segnata da significativi ritardi nella realizzazione dei progetti e nella spesa delle risorse disponibili, grazie ai fondi del Pnrr il gruppo bresciano si è assicurato una serie di commesse per il triennio 2023-2026 e per un valore complessivo di oltre 110 milioni di euro.

«Abbiamo fin qui completato la produzione di circa il 90% dei veicoli previsti in quei contratti - puntualizza il presidente della Bai, Flavio Gandolfi -. Gli ultimi telai, attualmente in fase di allestimento, usciranno dalla produzione entro la fine dell’estate».
In totale, le commesse siglate dal Ministero dell’Interno, sono valse per la Bai la fornitura di 300 automezzi alimentati a biometano (200 autobotti pompa e 100 autopompa serbatoio) e di altri 132 veicoli alimentati a biodiesel (tra cui anche 12 autopompa utilizzate durante i Giochi olimpici e paraolimpici invernali di Milano Cortina). «Per effetto di questa operazione - non nasconde Gandolfi - nel biennio 2024-2025 oltre il 90% del nostro fatturato è stato insolitamente realizzato nel mercato domestico». Tradotto in numeri, il monte ricavi della Bai è passato dai 40,3 milioni di euro del 2023 ai 65,6 milioni dell’anno successivo e sfiora i 75 milioni nel 2025.
Il piano
«Non sapevano che fosse impossibile, allora l’hanno fatto». Questa massima, spesso attribuita allo scrittore americano Mark Twain, è un adagio che accompagna Flavio Gandolfi fin dall’inizio della sua carriera imprenditoriale insieme al socio Giacinto Savoldi: «Mi creda - aggiunge - per rispondere a commesse di questo tipo non basta firmare un contratto: bisogna farsi trovare pronti, sia dal punto di vista produttivo e tecnologico sia da quello organizzativo e strutturale. Senza peraltro trascurare l’indispensabile sostegno delle banche».
In effetti, già nella Relazione sulla gestione allegata al bilancio 2024, l’imprenditore bresciano evidenzia che nel secondo semestre di quell’anno «si è reso necessario un incremento della capacità produttiva per raggiungere gli obiettivi di budget» e per questo motivo «... si è dovuto affittare un nuovo stabilimento, dove sono state concentrate le produzioni di prototipi e commesse composte da singole (o comunque ridotte unità) difficilmente integrabili nelle linee di produzione». Un’iniziativa che, ribadisce Gandolfi: «Rientra in un progetto di revisione del layout produttivo per assicurare i crescenti volumi produttivi nel triennio 2025-2027».
Per rispondere agli impegni presi, la Bai ha sperimentato inoltre una riorganizzazione delle linee produttive «che ha consentito di versare in magazzino più di un veicolo al giorno - spiega il presidente -, garantendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Questo processo - ammette - ci ha anche portato a inserire massivamente lavoratori con contratti di somministrazione, al fine di mantenere una certa flessibilità dei costi e di utilizzare iniziali commesse di breve durata per efficientare la formazione dei nuovi collaboratori». Oggi la forza lavoro della Bai è di 170 addetti a libro paga a cui si aggiungono una cinquantina di interinali.
In portafoglio
Se le commesse finanziate dal Pnrr hanno comportato una crescita tout court da parte del gruppo di Bagnolo, il percorso di sviluppo dell’azienda di Gandolfi e Savoldi non è destinato ad esaurirsi nel breve periodo, anzi. «Il nostro interesse per i mercati esteri non è mai venuto meno ed è parte integrante della nostra strategia di sviluppo - rileva il presidente -: da vent’anni abbiamo una sede commerciale in Germania e una presenza consolidata in Nord Africa e nei Paesi del Golfo. Tra i principali contratti attualmente in essere sui mercati esteri - svela - rientrano quelli per la fornitura di veicoli strada rotaia e aeroportuali destinati a due clienti strategici in Algeria, oltre alla commessa per la fornitura di 80 veicoli alla Civil defence saudita».
In sostanza, oggi il portafoglio ordini della Bai ammonta a circa 116 milioni di euro e garantisce una saturazione produttiva totale per l’intero biennio 2026-2027, con una ripartizione geografica dei ricavi che vede il 56% delle forniture destinate al mercato italiano e il 44% a quelli esteri. «Per far fronte agli impegni contrattuali in Arabia Saudita - rivela Gandolfi - stiamo anche avviando una società locale, interpretando questa esigenza come un’opportunità strategica per rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul quel mercato. Per sostenere questi volumi, stiamo ulteriormente procedendo con l’ampliamento degli spazi produttivi, così da accompagnare la crescita mantenendo elevati standard di qualità».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.
