Si chiama «b.Bone» ed è un sostituto osseo biomimetico rigenerativo sviluppato dalla GreenBone Ortho, raltà con sede operativa a Roncadelle. Viene creato in un processo in cui si trasformano semilavorati in legno di Rattan (una palma rampicante) in «sostituiti ossei», con composizione molto simile a quella dell’osso umano. Per validare l’applicazione clinica di b.Bone, la GreenBone Ortho sta compiendo un esperimento scientifico nello Spazio, alla Stazione spaziale internazionale (Iss). L’obiettivo è validare in microgravità l’applicazione clinica di b.Bone.
Il lancio
La missione è partita il 16 maggio alle 00:50 ora italiana dal Cape Canaveral Space force station, a bordo del volo SpaceX CRS-34. L’esperimento, certamente fuori dal comune, è una tappa fondamentale nella ricerca di miglioramento delle terapie ossee, sia sulla Terra che per gli astronauti. Come raccontato dal ceo di GreenBone, Saverio Gellini: «L’opportunità di testare b.Bone in un ambiente sfidante come la microgravità è unica. I risultati dell’esperimento potrebbero rivoluzionare il trattamento di una malattia invalidante come l’osteoporosi e offrire soluzioni per la perdita di massa ossea che colpisce tante persone anziane».
Nell’esperimento il rivoluzionario prodotto sarà testato per verificare la capacità delle cellule ossee di aderire, proliferare e differenziarsi sullo scaffold (struttura artificiale con caratteristiche morfologiche, nanometriche, ingegnerizzate) in condizioni di microgravità. I primi risultati scientifici sono attesi entro fine anno e saranno analizzati da un team congiunto dell'Ospedale San Martino e dell’Università di Genova, dopo il rientro dei campioni sulla Terra.

Il punto
L’esperimento è stato reso possibile dalla collaborazione con partner tecnologici d’eccellenza come Kayser Space, controllata di Fae Technology, che ha progettato e realizzato le sedici unità sperimentali che ospitano lo scaffold di b.Bone, fornendo l’infrastruttura essenziale per la sopravvivenza, la crescita e il monitoraggio delle cellule staminali mesenchimali nello spazio.
Queste unità saranno installate all’interno di Kubik, un incubatore sviluppato da Comat con il contributo di Kayser Space, operato nel modulo Columbus dell’Agenzia spaziale europea (Esa) sulla Iss. GreenBone ha sede nell’ex quartier generale di una delle più importanti realtà del biomedicale made in Brescia, la Invatec Medtronic. È una piccola azienda nata nel Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Faenza. A oggi b.Bone è stato impiantato in oltre cinquecento pazienti con ottimi risultati e fa di GreenBone un’aspirante rivoluzionaria del mondo dell’ortopedia, visto che, come precisato da Stefano Lullo: «Detiene l’unico prodotto sintetico con prestazioni analoghe a quelle garantite da trapianti ossei autologhi o allogenici (da donatore)».
GreenBone conta su un centro ricerche a Faenza, un sito produttivo a Roncadelle (dal 2021), una forza lavoro di 22 addetti e un management di grande esperienza nel medicale. È già presente nei mercati di Italia, Regno Unito e Germania, e intende ampliare la sua penetrazione commerciale, anche considerando che l’impianto di Roncadelle ha capacità produttiva da 30.000 unità annue, a fronte delle attuali 10.000.


