Spinta inJob sull'occupazione bresciana: 950 assunzioni dall’anno scorso

Dai tecnici agli ingegneri, la crescita investe la manifattura e i servizi. Il modello della sociatà veronese scala il mercato regionale
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Tra le figure inserite nel mercato del lavoro anche operai metalmeccanici
Tra le figure inserite nel mercato del lavoro anche operai metalmeccanici

Dall’anno scorso nel mondo del lavoro di Brescia e provincia ci sono 950 nuovi talenti. Hanno cominciato le proprie carriere tra contratti in somministrazione a tempo determinato e indeterminato e inserimenti diretti dei clienti nella metalmeccanica, nella gomma plastica, nell’industria alimentare, nel comparto chimico e nella cosmesi, ma anche nel commercio e nella GDO, nella logistica e nelle aziende di servizi.

Si tratta di operai specializzati, operai confezionamento, magazzinieri e addetti picking, profili tecnici come manutentori, project engineer, attrezzisti, tornitori e montatori. Per la GDO sono specialisti nei reparti impiegati, sono specializzati nell'area finance e nell'area sales, sono disegnatori e hanno profili ingegneristici.

I nuovi lavoratori abbracciano tutte le fasce d'età, dai neodiplomati a figure strutturate con pluriennale esperienza e le loro skills variano in base ai contesti e ai ruoli.

La fotografia di inJob

È lo scenario restituito da inJob, recruitment company veronese specializzata nella ricerca e selezione di profili professional e parte di W Group, che nel solo 2025 ha inserito nel mondo del lavoro in Lombardia quasi 2.500 persone, pari a circa il 31% del totale nazionale dei profili collocati dall’azienda. A trainare il dato sono in particolare le province di Brescia, Bergamo, Mantova e Milano, a conferma del dinamismo occupazionale dei principali distretti produttivi della regione.

Ma a svettare è il territorio bresciano, con inserimenti distribuiti tra Brescia, Montichiari e Palazzolo, seguito dall’area bergamasca (460 inserimenti tra Bergamo e Treviglio), Mantova (325) e Milano (oltre 320). Un radicamento che riflette la capacità di inJob di intercettare la domanda di competenze nei principali distretti produttivi della regione, dalla manifattura all’automotive, dalla logistica ai servizi avanzati, in uno dei territori economicamente più dinamici del Paese.

Mercato del lavoro in evoluzione

«I risultati del 2025 e dei primi mesi del 2026 confermano, ancora una volta, la solidità del percorso di crescita avviato nel 2021 – commenta Enrica Ronchi, Ceo di inJob –. In un mercato del lavoro che attraversa una fase di trasformazione profonda, chiudere l’anno con una marginalità in crescita del 64% significa che stiamo costruendo nel modo giusto: con coerenza strategica, vicinanza ai territori e attenzione reale alle persone. Un dato su tutti merita di essere sottolineato: la crescita dei contratti a tempo indeterminato. In un settore storicamente associato alla flessibilità, scegliere di stabilizzare le persone è una posizione precisa, sul tipo di lavoro che vogliamo rappresentare e sul valore che attribuiamo a chi sceglie di crescere con noi».

I numeri

Forte di questa evoluzione, l’azienda ha chiuso il 2025 con ricavi pari a quasi 95 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto all’esercizio precedente. Tra i dati che colpiscono maggiormente, la crescita della marginalità: l’Ebitda raggiunge 6 milioni di euro (+64%), confermando che il modello costruito in questi anni è solido, scala e produce margine.

«Guardiamo al 2026 con ambizione e con una prospettiva chiara – ha continuato Ronchi –, il mercato chiede competenze sempre più specializzate, le imprese faticano a trovare i talenti di cui hanno bisogno e le nuove generazioni portano aspettative profondamente diverse rispetto al passato. È esattamente in questo spazio che inJob lavora ogni giorno: per fare dell’incontro tra persone e organizzazioni qualcosa di più di una semplice transazione»:

Oggi InJob – nata a Verona nel 2001 per volontà di Carlo De Paoli – conta 32 uffici distribuiti tra Nord e Centro Italia. A Brescia è presente da oltre 20 anni e dal 2022 l’ufficio è in via Dalmazia 7/a.

E il piano 2026 continua a rivolgersi alle medesime geografie: Nord Ovest e Centro Italia. Torino e il Piemonte sono tra le destinazioni prioritarie: un territorio con distretti produttivi solidi, un tessuto manifatturiero e industriale di primo livello che richiede partner affidabili nel mondo delle risorse umane. Toscana e Lazio completano il disegno di una rete che punta a coprire i principali distretti del Made in Italy.

In parallelo, in autunno sarà lanciata una nuova divisione dedicata a uno specifico settore strategico per l’economia italiana, in forte crescita dopo gli anni difficili della pandemia, ma strutturalmente in difficoltà nella ricerca di profili qualificati – e uno dei terreni su cui la domanda di intermediazione specializzata resta più alta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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