A Monte Isola il vigneto che cresce cullato dalla musica a 432 hertz

Flavio Archetti
Il rosé dell’azienda Montenellago di Massimo Bonardi nasce a 250 metri di quota, circondato dalle acque del lago d’Iseo. Quest’anno le prime mille bottiglie
Una veduta dall'alto del vigneto
Una veduta dall'alto del vigneto
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Un vigneto che produce solo vino rosé, si trova al centro del lago, e cresce con tralci e uva cullati dalla musica. Sembra un racconto tratto da un libro delle fiabe, invece è la descrizione di una nuova, piccola, azienda agricola vinicola e olivicola che opera a Monte Isola, e quest’anno ha prodotto le sue prime mille bottiglie.

L’agricola si chiama Montenellago, si trova in frazione Sinchignano, ed è condotta da Massimo Bonardi, un imprenditore (fondatore di Antares Vision) che ha visto fare il vino sui pendii terrazzati di Monte Isola fin da bambino, quando papà Natale e gli uomini del tempo facevano il «rosso nostrano» macinandolo a mano o schiacciandolo nei mastelli con i piedi, come si usava fare fino agli anni Settanta. La straordinarietà del vigneto, già di suo una chicca perché si trova a quota 250 metri in mezzo al lago d’Iseo ed è immerso nella natura tra un bosco ceduto e un uliveto (anche quello di proprietà), è l’installazione nei tre appezzamenti in lavorazione di un singolare sistema di totem che allietano la crescita della vigna diffondendo musica, con il sistema «Mami Voice» a una frequenza di 432 hertz.

Se nell’uomo la frequenza sembrerebbe favorire uno stato di benessere cardiaco e un miglioramento dell’equilibrio del sistema nervoso autonomo, nelle piante le vibrazioni armoniche favorirebbero lo sviluppo della parte radicale, uno specifico vantaggio che sarebbe già stato testimoniato anche da ricerche che fanno capo all’Università di Padova.

Due sessioni al giorno

Come spiegato da Bonardi, «per diffondere benessere bastano due sessioni di musica al giorno di venti minuti ognuna, con una melodia a bassa intensità ma chiaramente percepibile anche dall’orecchio umano».

L’altra chicca tecnica del nuovo Montenellago rosé Prior (e Souvigner Gris) è la scelta di mettere a dimora solo vitigni Piwi, tra i più resistenti alle malattie funginee come la peronospora, una varietà ottenuta incrociando la Vitis vinifera europea con specie americane o asiatiche che sembrerebbe in grado di garantire una netta riduzione dei trattamenti chimici in vigneto, favorendo una viticoltura più sostenibile.

Bonardi è fondatore e conduttore della nuova cantina (in costruzione) dal 2023 e nell’ultima vendemmia ha prodotto mille bottiglie, anche se i tre appezzamenti vitati di Sinchignano hanno una potenzialità (al momento non espressa) di almeno 3.000-4.000 bottiglie. Oltre al vino l’agricola sebina produce e produrrà anche il Drugolio, un olio extra vergine di oliva 100% montisolano, ricavato dalle cultivar Leccino, Pendolino e Casaliva, filtrato a freddo secondo la tradizione.

Il primo rosato dell’isola sebina è stato presentato nel castello Oldofredi di Peschiera Maraglio, dove è stato abbinato alle delizia culinarie dello chef Andrea Mainardi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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