Economia

Vinitaly, Brescia in controtendenza: le aziende si aprono a nuovi mercati

Francesca Roman
Valtenesi, Lugana e Franciacorta continuano ad attrarre i consumatori, puntando sulla qualità, Prandini: «La comunicazione ora si rivolga ai giovani»
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A Vinitaly successo per i vini bresciani
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A Vinitaly 2026 Brescia fa controtendenza. In un’edizione caratterizzata da incertezze economiche e geopolitiche, e dall’impennata della richiesta di vini dealcolati, le aziende vitivinicole della nostra provincia non solo reggono il colpo, ma si aprono a nuovi mercati. A riprova che la qualità è sempre la strategia vincente. Anche nel campo della comunicazione.

Lo sottolinea pure il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini: «Il vino è il grande ambasciatore dell’intero sistema agroalimentare italiano – afferma –, ma ha subito una demonizzazione da parte di grandi gruppi di interesse, che cercavano di spostare i consumi, e in parte ci sono riusciti, soprattutto con le nuove generazioni. È proprio per questo che la comunicazione diventa centrale, e deve essere rivolta principalmente ai giovani, che devono imparare a preservare l’identità, la storia e la cultura die nostri vini».

Vini gardesani

Lo sanno bene sulle sponde del lago di Garda, dove Lugana e Valtènesi fanno fraternamente a gara per stupire clienti e winelovers con stand coinvolgenti e accattivanti.

Lo stand del Valtènesi
Lo stand del Valtènesi

«La novità di quest’anno – racconta Edoardo Peduto, direttore del Consorzio Lugana, che si presenta con oltre cento etichette in degustazione – è una “soundscape”, un’esperienza immersiva: abbiamo campionato tutti i suoni del territorio per raccontarli a chi viene a trovarci in fiera. In controtendenza con quanto sta avvenendo in altre zone d’Italia – aggiunge –, Lugana è una denominazione che continua a crescere in valore: il lavoro promozionale che stiamo facendo sta restituendo una risposta molto importante da parte degli operatori e anche dei consumatori».

Altrettanto soddisfatti sono i vicini di casa della Valtènesi, che a Vinitaly hanno inaugurato i festeggiamenti per i 130 anni del loro rosé: nello stand consortile gli ospiti sono invitati a «girare la ruota», per provare a vincere gadget e degustazioni alla Casa del Vino di Puegnano, ma anche a fare merenda con pane, salame, formaggio e uova sode. «Abbiamo in assaggio quasi un centinaio di vini che rappresentano una cinquantina di cantine – afferma il presidente del Consorzio Paolo Pasini –. Vinitaly resta la fiera italiana più importante: forse c’è qualche visitatore in meno, ma è una presenza molto qualificata».

La ruota nello stand consortile
La ruota nello stand consortile

Franciacorta

Anche sulle sponde del lago d’Iseo, in Franciacorta, si continua a brindare. «Il riscontro a Vintaly è sempre molto positivo – assicura il vicepresidente del Consorzio Gualberto Ricci Curbastro –. Il nostro mercato di riferimento resta quello italiano, ma abbiamo accolto anche tanti buyer esteri, quest’anno soprattutto da Europa, Stati Uniti e Asia. Esportiamo il 13% dei nostri volumi, con numeri in crescita, principalmente in Svizzera e Giappone, seguiti da Germania e Stati Uniti, ma con nuovi sbocchi nei mercati di Est Europa e Sud America. Nonostante le difficoltà del momento, l’attenzione per i nostri prodotti rimane sempre alta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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