Specializzarsi e alzare l’asticella della qualità rende, e può evitare cali di lavoro e fatturato anche in periodi poco brillanti come quello che sta attraversando l’automotive europea. Dopo 35 anni di attività, compiuti da qualche giorno, la Mak di Carpenedolo è uno di questi esempi virtuosi. Produttrice di 400.000 ruote in lega per la ricambistica di auto, van, camper e autocarri, Mak non sta solo riuscendo a evitare i segni «meno», ma inanella una serie di segni «più» e conta di farlo anche l'anno prossimo.
Il fatturato del 2025 ha raggiunto quota 65 milioni di euro nonostante in generale sia stato un anno di flessione per le ruote in lega, e il primo semestre 2026 ha confermato il passo positivo con un incremento del 7% che dovrebbe portare il fatturato dei dodici mesi in corso attorno ai 70 milioni.
Il piano
Per riuscire a continuare la crescita l’impresa di via Colombo ha aumentato il valore della produzione con più investimenti di risorse ed energie sui cerchi per ruote di maggiori dimensioni, che hanno maggior valore. Il cambio di strategia ha consentito di migliorare i fatturati e creato un’onda lunga positiva destinata probabilmente a continuare.
Il rafforzamento industriale è anche il risultato del progetto Back to Italy, attraverso cui si sono riportati in Italia sia la progettazione che la produzione delle ruote. Però c’è anche altro.
A inizio anno Mak ha rafforzato la sua presenza in Germania, in un mercato che nonostante la crisi resta sempre il più importante del nostro continente. Lo ha fatto costituendo Mak GmbH e consolidando la sua presenza diretta nel cuore della locomotiva tedesca. Le operazioni hanno spostato gli equilibri a favore dei mercati esteri, che oggi sono il 55% del business complessivo. Mak esporta in cinquanta mercati mondiali, il 40% europei e il 20% extra UE, dove i principali sono Giappone e Usa. I dazi e le guerre non hanno influito sul lavoro anche se marginalmente i nuovi costi hanno spinto le aziende Usa a rifornirsi di rottame di alluminio in Italia e questo ha creato qualche difficoltà a reperirne.
I programmi
L’arrivo del 2027 porterà invece investimenti concentrati sulla diagnostica, con la partenza di una nuova società partecipata con cui l’impresa con quartier generale a Carpenedolo potrà avvicinare di più il mondo delle officine, mettendo a disposizione la sua iniziativa per la formazione professionale dei meccanici.

Il lavoro oggi è svolto da 200 operatori in due siti, con la fabbrica di Gussago addetta alla fonderia e Carpenedolo a verniciatura e rifiniture. I pezzi a magazzino sono circa 100.000. Mak è stata fondata nel 1991 da Gualtiero Cervati, oggi presidente del consiglio d’amministrazione, amministratore delegato e responsabile della produzione, e Claudio Galeazzi, responsabile finanziario. A loro si sono successivamente affiancati Guglielmo Bertolinelli, amministratore delegato e responsabile del mercato italiano, ed Emanuele Roncadori, responsabile del mercato estero e amministratore unico di Mak Germany.
Lo sviluppo del futuro più prossimo è legato a un piano d’investimenti di 2,5 milioni di euro, destinato soprattutto a fotovoltaico e nuovo capannone logistico. La capacità in sostenibilità, altra dote strategica, si declina nell’uso dell’alluminio da riciclo e in investimenti 5.0, programmati nei prossimi mesi per dotarsi di un megawatt aggiuntivo di energia fotovoltaica e batterie di accumulo, con l’obiettivo di coprire la maggior parte del fabbisogno elettrico in autoproduzione.



