Quarantatré milioni e 310mila euro di utile netto in sei mesi. È il nuovo record siglato da Bcc Brescia, ma nei conti del primo semestre 2026 c’è un numero che forse racconta meglio la fase che sta attraversando la banca. Ed è la velocità con cui si sta ampliando la clientela: 7.608 nuovi conti correnti aperti nei primi 6 mesi dell’anno, 12.063 negli ultimi dodici mesi. Un’accelerazione che arriva mentre il risiko bancario ridisegna la geografia del credito italiano e che apre spazi agli istituti del territorio.
I numeri
La semestrale approvata dal cda della banca presieduta da Ennio Zani e guidata dalla direttrice generale Stefania Perletti, fotografano una crescita che interessa tutte le principali grandezze. A fine giugno la raccolta complessiva ha raggiunto 6,936 miliardi, in aumento dell’11% su base annua, quasi 700 milioni in più. La raccolta diretta sale del 6% a 4,157 miliardi, quella indiretta accelera del 20% a 2,778 miliardi. I fondi intermediati complessivi sfiorano così i 9 miliardi, a 8,957 miliardi, con 800 milioni di crescita in un anno.
«I risultati delineano una realtà in eccellente stato di salute. Bcc Brescia ha saputo guidare il proprio percorso attraverso scelte strategiche orientate a visioni di lungo periodo, anziché a logiche congiunturali – sottolinea il presidente Zani –. L’elevata solidità patrimoniale, unita a un posizionamento distintivo sul mercato, costituisce la migliore garanzia per sostenere progetti di sviluppo».
Gli impieghi
Crescono anche gli impieghi che raggiungono 2,020 miliardi, il 7% in più rispetto a giugno 2025. Nei primi sei mesi sono state erogate oltre 1.300 pratiche per 255 milioni di nuovi finanziamenti, 168 milioni dei quali destinati alle imprese del territorio. Altri 37 milioni sono stati erogati attraverso Claris Leasing. Sul fronte delle famiglie, i mutui ipotecari hanno superato gli 82 milioni, mentre i prestiti personali tramite Prestipay hanno sfiorato i 23 milioni.
Il patrimonio netto ha sfondato quota mezzo miliardo (514 milioni, 60 milioni in più in un anno), mentre l’indice di solidità Cet1 ha raggiunto il 35,04%, nuovo massimo per la banca. Un livello che, rispetto al 15,7% medio del sistema bancario italiano a fine 2025, colloca Bcc Brescia ai primimposti in Italia. La qualità dell’attivo completa il quadro: i crediti deteriorati lordi incidono per l’1,77% e sono coperti al 94,4%. «Indicatori che ci pongono tra gli istituti con gli indici di solidità più elevati a livello nazionale», osserva Zani.
Il dato commerciale è quello che può assumere un peso strategico nel nuovo scenario competitivo. L’apertura di 12mila conti correnti in 12 mesi segnala una capacità di acquisizione di clientela che va oltre la crescita fisiologica. E arriva in controtendenza rispetto al processo di razionalizzazione delle reti fisiche: Bcc Brescia oggi conta 63 filiali e 455 dipendenti e dal 2019 ha aperto sette nuovi sportelli, l’ultimo a Osio Sotto, nella Bergamasca. «L’attuale scenario di «risiko bancario» crea importanti opportunità per l’acquisizione di nuova clientela», spiega il direttore commerciale Gabriele Consolati. Una traiettoria che la direttrice Perletti legge come la conferma della capacità della banca di competere in un mercato in trasformazione: «I risultati proiettano Bcc Brescia verso le nuove sfide di mercato con determinazione e fiducia. Una realtà in costante crescita, che coniuga tempestività, competenza e capacità di innovazione a supporto del territorio».




