Economia

Raccolta record a 17,7 miliardi per le 4 Bcc del gruppo Cassa Centrale

I quattro istituti contano 201 sportelli nel Bresciano. La capogruppo ha presentato il piano strategico al 2028: nella nostra provincia impieghi a 5,7 miliardi, in crescita del 2,4%
La sede di Cassa Centrale Banca - © www.giornaledibrescia.it
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C’è un numero che spiega più di ogni altro la fiducia che le famiglie bresciane ripongono nel credito cooperativo: sono i 17,7 miliardi di euro di raccolta complessiva che il piano economico di Cassa Centrale Banca (con Iccrea è uno dei due gruppi di Bcc presenti in Italia) prevede di raggiungere al 2028 nella nostra provincia. Traguardo che fa sintesi del radicamento territoriale e della solidità di un modello strategico per il sostegno dell’economia reale.

Il piano

Nei giorni scorsi il Cda della capogruppo ha approvato il Piano Strategico 2026-2028, che definisce le priorità di sviluppo del prossimo triennio. La chiave di lettura è sintetizzata nel concetto di Im-Patto: «un patto rinnovato con banche affiliate, soci, clienti e territori, volto a generare valore economico, sociale e ambientale». Nella provincia di Brescia – ricordiamo – operano quattro istituti affiliati a Cassa Centrale: si tratta di Bcc Brescia, Btl - Banca del Territorio Lombardo, Cassa Padana e Cra di Borgo San Giacomo. Insieme occupano 1.331 addetti; hanno un forte radicamento territoriale, garantito da 201 filiali distribuite in 153 Comuni bresciani.

Le proiezioni economico-finanziarie al 2028 delineano un percorso di crescita costante. Gli impieghi «performing» verso la clientela sono attesi raggiungere i 5,7 miliardi di euro, con una variazione media annua del +2,4%. Parallelamente, la raccolta complessiva è prevista in aumento fino a 17,7 miliardi, con la diretta stimata a 10,3 miliardi (+2,9%) e quella indiretta a 7,4 miliardi (+6,4%), segnale del rafforzamento dell’offerta di prodotti di investimento.

I direttori

Da sinistra, in alto: Stefania Perletti, Matteo De Maio, Andrea Lusenti, Antonio Frosio
Da sinistra, in alto: Stefania Perletti, Matteo De Maio, Andrea Lusenti, Antonio Frosio

«Le banche di credito cooperativo continuano a rappresentare un pilastro fondamentale per l’economia locale, detenendo quote di mercato significative sia sul fronte degli impieghi sia su quello della raccolta», sottolinea Stefania Perletti, direttrice di Bcc Brescia. «Il piano strategico si pone in continuità con i risultati raggiunti nell’ultimo triennio: le proiezioni sono solide e raggiungibili. Il piano integra strategie globali con la nostra profonda conoscenza del mercato locale». Perletti evidenzia il valore della banca di prossimità: «In controtendenza rispetto al settore prevediamo l’apertura di un nuovo sportello a Osio Sotto entro metà anno e una filiale nei prossimi due anni, consolidando l’espansione verso la Bergamasca».

Anche Matteo De Maio, direttore di Btl - Banca del Territorio Lombardo, pone l’accento sulla solidità del modello cooperativo. «La crescita della raccolta diretta è il termometro della fiducia di clienti e soci. Il piano prevede un incremento prudenziale del 2,9%, ma i dati storici dimostrano performance superiori, evidenziando un potenziale dinamismo oltre le stime conservative». Per De Maio «il rigore normativo e gestionale della Capogruppo non è un limite, ma una garanzia di stabilità». Il modello Bcc «privilegia la capitalizzazione interna, con utili destinati a riserva per rafforzare il patrimonio e sostenere lo sviluppo del territorio».

Sulla stessa linea Andrea Lusenti alla guida di Cassa Padana: «È fondamentale far coesistere l’aspetto industriale (efficienza e solidità) con la missione storica della banca come animatore della comunità. L’obiettivo primario della banca resta la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile dei territori presidiati». In questi anni Cassa Padana è stata catalizzatore per mettere a sistema le eccellenze locali: «L’obiettivo è valorizzare il territorio per evitare il declino industriale e sociale. Stiamo creando le condizioni affinché le nuove generazioni decidano di rimanere e investire nel territorio d’origine».

La crisi geopolitica innescata dalla guerra in Iran e la possibile recessione rendono complesso in questo 2026 : «Il tessuto imprenditoriale della Bassa Bresciana è buono e liquido – spiega Antonio Frosio, direttore generale di Cra Borgo San Giacomo –, ma in questo momento di difficoltà economica c’è una scarsa domanda di investimenti». «L’aumento della raccolta è un chiaro segnale di fiducia del territorio verso il modello Bcc, in contrasto con l’abbandono della clientela privata da parte dei grandi gruppi bancari. La missione della banca è sostenere i soggetti meritevoli, anche laddove i parametri tecnici non siano perfetti, evitando al contempo di finanziare chi non offre garanzie di affidabilità».

I dati nazionali

A livello nazionale, il Piano Strategico 2026- 2028 di CCB prevede finanziamenti al territorio per 57 miliardi entro il 2028 e 30 miliardi di nuove erogazioni nel triennio, con un’incidenza del credito deteriorato contenuta allo 0,9%. Il piano identifica una serie di direttrici prioritarie: tra queste la tecnologia e l’intelligenza artificiale. Nel triennio il gruppo intende investire 300 milioni di euro in tecnologie Ict per un’evoluzione dei processi e modelli di servizio.

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