Economia

Il sindaco di Rovato: «Modello Timken per il pastificio Zara»

Il primo cittadino Tiziano Belotti si auspica una soluzione della vicenda simile a quella raggiunta con la fabbrica di Villa Carcina
Lo stabilimento di Rovato di Pasta Zara - © www.giornaledibrescia.it
Lo stabilimento di Rovato di Pasta Zara - © www.giornaledibrescia.it

Tenere accesa la fiamma pilota dell’occupazione e della possibile reindustrializzazione, almeno fino al dicembre del 2022, tutelando nel contempo i dipendenti. Come? Attraverso un possibile gioco di squadra, anche con il territorio e le istituzioni. La sorte dello stabilimento rovatese di Pasta Zara, che l’azienda della famiglia Bragagnolo ha annunciato di volere chiudere a fine anno, è legato a più fronti in movimento.

Su un piano di sviluppo, magari sul medio periodo, che interessi l’area di via XXV Aprile ragiona il sindaco di Rovato, Tiziano Belotti. «La mia porta - spiega - non è aperta, ma spalancata per chiunque volesse ragionare su possibili investimenti a Rovato. Siamo disposti a fare rete e parlare con tutti, istituzioni e privati». Modello Timken? «Anche. Rovato è un territorio di grande appeal per l’agroalimentare, con lunga storia nel mondo della pasta.

Lo stabilimento, collocato sull’ex statale 11, è servito, a pochi chilometri tra la A4 e Brebemi, al pari della rete ferroviaria. Sono fiducioso sulle capacità del territorio, come mostra tra l’altro il recente spiraglio apertosi sulla vicenda L’Alco» gruppo distributivo della famiglia Conter, che si trova a pochi passi da Pasta Zara».

Dentro il pastificio, nel frattempo, si ragiona anche sul futuro – immediato - dei lavoratori. L’assemblea condotta dai sindacati Flai Cgil e Fai Cisl pochi giorni fa si è conclusa con il mandato a trattare il capitolo ammortizzatori con la dirigenza. Oggi, martedì, il primo incontro. «In fabbrica - spiega Enrico Nozza Bielli, segretario Flai Cgil Brescia - sono rimasti 75 lavoratori. Prima del concordato, un paio d’anni fa, erano 124. Con l’avvio degli incentivi all’esodo molti lavoratori hanno scelto la fuoriuscita», o perché vicini alle pensione o per avere trovato un’altra occupazione. «Entro il 31 dicembre - aggiunge - questo percorso potrebbe riguardare altre persone». Alcuni lavoratori hanno poi espresso interesse per il trasferimento nel Trevigiano, a Riese Pio X, dove Pasta Zara ha un altro stabilimento.

Per chi rimarrà fuori da queste opzioni, si punta alla cassa straordinaria, assieme a forme di sostegno al reddito, fino al dicembre 2022. «In questo modo si aiuterebbe chi non riesce a ricollocarsi subito, oltre a continuare a sondare la possibilità di un nuovo acquirente». Per Daniele Cavalleri, Fai Cisl, «dall'incontro, se ci fossero le condizioni,   potrebbe già uscire una proposta da portare ai lavoratori».

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