Il protezionismo di Trump e la sveglia per il sistema Europa

Tra timori internazionali e appelli all’Europa: è ora il momento di riprendersi il proprio ruolo di competitor continentale. All’indomani della schiacciante vittoria di Donald Trump corre su questo dualismo lo stato d’animo del sistema economico e produttivo di Brescia. Di certo in poche ore lo scisma internazionale è stato già percepito anche in Italia, anche a Brescia.
E se sul piano politico molti auspicano una linea più moderata del tycoon rispetto agli annunci degli ultimi mesi, a livello economico lo sguardo volge verso l’Europa.
Dall’agricoltura
Il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, ad esempio, si augura «che le relazioni fra Stati Uniti ed Europa possano avere un recupero in termini di rapporti proficui nell’interesse delle nostre economie e che si possa arrivare a un cambio nello scenario che storicamente veniva attuato, che ha visto il settore agroalimentare italiano penalizzato da dispute di carattere economico tra Usa e Ue su altri settori produttivi, come quello aerospaziale».
Qui impresa
Atteggiamenti simili sono invece quelli espressi da Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia, e da Massimo Angelo Deldossi, numero uno di Ance Brescia. Per il primo «a fronte dell’America First di Trump noi dobbiamo rispondere con “Europe wake up”, ovvero con politiche di investimento che possano rendere il nostro continente un player globale, anche coinvolgendo i Paesi del Nord». E anche per il secondo «questo nuovo scenario rappresenta per l’Europa uno stimolo a riconsiderare il proprio ruolo sul piano politico, economico e sociale-ambientale.
Il settore produttivo bresciano e italiano seguirà con attenzione le evoluzioni in ambiti strategici, dall’edilizia sostenibile all’automotive, poiché le politiche Esg e di sostenibilità saranno certamente influenzate da nuove direzioni negli Usa. È cruciale che l’Europa sviluppi una strategia indipendente e lungimirante». Una linea di pensiero molto simile a quella espressa da Cordua, secondo il quale «a fronte di una forte instabilità, auspichiamo politiche di investimento a livello europeo, perché dobbiamo riprenderci un ruolo a tutela del nostro sistema di imprese».
Il commercio
Anche il presidente della Camera di Commercio di Brescia Roberto Saccone si aspetta sotto la presidenza Trump «una politica economica caratterizzata da un atteggiamento protezionistico, con una particolare attenzione e sensibilità alla Cina, nel tentativo di riproporzionare gli interscambi commerciali tra i due Paesi».
Lo stesso, seppur con modalità diverse, potrebbe avvenire con l’Europa. Ecco perché i rapporti potrebbero diventare più complessi. «Questa fase potrebbe tramutarsi in una forte motivazione affinché l’Europa rifletta su quanto sia fondamentale una visione economica unitaria e non differenziata tra i Paesi, quanto sia importante un blocco unico». E ognuno guarda al giardino di casa.
Coldiretti, ad esempio, si preoccupa della necessità per l’Ue di «rafforzare il suo bilancio agricolo, gravemente carente rispetto al Farm Bill, il programma di aiuti per gli agricoltori americani, che il neo presidente conta di potenziare con una serie di misure fiscali e incentivi per rafforzare la produzione alimentare Usa e incrementare la presenza sui mercati esteri». Più complessa, infine, l’analisi del voto per Confindustria Brescia - che nelle scorse ore ha scelto il silenzio, in attesa di discutere dei cambiamenti in corso nell’assemblea generale che si terrà nella giornata di oggi.
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