Franchini Acciai: «La digitalizzazione 5.0 riduce le inefficienze»

Anita Loriana Ronchi
La fabbrica di Mairano, in provincia di Brescia, prosegue il percorso di crescita e transizione affiancata da Ibs Consulting
Una pressa di Franchini Acciai
Una pressa di Franchini Acciai
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Innovazione, sviluppo e miglioramento continuo. Sono i pilastri su cui, da sempre, si fonda l’attività di Franchini Acciai e rappresentano anche il bagaglio con cui l’azienda di Mairano si appresta ad affrontare le sfide della Transizione 5.0. Passaggio non facile, come per la maggior parte delle aziende manifatturiere, ma Franchini ha effettuato investimenti importanti nell’ultimo decennio per la fabbrica digitalizzata e interconnessa. Ora si tratta di fare quel salto di qualità in più, lavorando sull’efficientamento energetico, con il supporto di Ibs Consulting, società di consulenza finanziaria e gestionale al servizio delle imprese.

Il piano

«Il fulcro del nostro programma – spiega Vincenzo Onger, ceo di Franchini Acciai – è stata la realizzazione di un impianto di trattamento termico all’avanguardia, che, possiamo dire, è uno dei principali per caratteristiche qualitative nel panorama italiano ed anche europeo, per il quale abbiamo usufruito dei contributi previsti da Industria 4.0. Con Transizione 5.0, la normativa è più complessa e la cosa di maggior difficoltà è dimostrare il miglioramento dell’efficienza energetica. Vedremo se, anche in questo caso, potremo beneficiare degli incentivi. Comunque, non ci fermeremo ma procederemo col nostro piano, anche perché il nostro settore è connotato da una concorrenza elevata e da un mercato molto esigente».

Franchini Acciai è partner di riferimento per i principali attori che richiedono forgiati di alta qualità, a livello mondiale. Dal 2012, è stato avviato un processo di potenziamento quali-quantitativo, che ha portato a un raddoppio della capacità produttiva e all’ampliamento degli spazi, con l’introduzione di nuovi macchinari ad alto contenuto tecnologico e, parallelamente, con investimenti su formazione e capitale umano.

I numeri

Lavorazioni meccaniche da Franchini Acciai
Lavorazioni meccaniche da Franchini Acciai

Oggi l’80% del fatturato, 56 mln di euro nel 2023, è rivolto all’export, in particolare Francia e Germania, inoltre Stati Uniti, Sudamerica e Sud-est asiatico. «I nostri principali clienti – prosegue Onger – sono aziende multinazionali dei settori energetico, impiantistica, minerario, navale, oil&gas e tutti i campi ove c’è l’esigenza di manufatti forgiati di dimensioni medio-grandi, che noi produciamo su disegno del cliente. Non realizziamo infatti un prodotto standard, ma su commessa, perciò è chiaro che la capacità di innovazione dei processi e il potersi differenziare dalla concorrenza, ad esempio quella cinese (con cui non possiamo competere sul prezzo), sia per noi un fattore fondamentale».

«Una scelta – sottolinea l’imprenditore – che ci ha dato ragione, perciò continuiamo ad investire in sistemi di produzione intelligenti e interconnessi, che ci mettono a disposizione un flusso di dati continuo e, di conseguenza, le informazioni necessarie per raggiungere gli standard qualitativi grazie ai quali siamo in grado di ridurre le inefficienze, ottimizzare i tempi, aumentare la flessibilità».

Sostenibilità

La chiave di volta, in questo momento, è data dalla transizione verso modelli produttivi non solo più efficienti, ma anche più sostenibili. Franchini Acciai ha già posizionato, lo scorso anno, un impianto fotovoltaico di 2 megawatt che garantisce un 20% circa del fabbisogno di energia elettrica.

Con l’ausilio di Ibs Consulting, ha inoltre potuto mettere in campo due importanti progetti. «Abbiamo anche implementato lo sviluppo – riferisce il senior metallurgist e R&D coordinator Ettore Anelli – di software proprietari per la previsione di quelle che sono le variabili operative in grado di influenzare le proprietà del prodotto, consentendo grazie alla simulazione virtuale di ottimizzare il trattamento termico con tempistiche molto più ridotte e a costi inferiori».

Sul piatto, in ottica 5.0, sono ora «un paio di investimenti alternativi, che stiamo valutando e su cui non abbiamo ancora assunto una decisione definitiva». «Quella di Franchini Acciai – osserva Alberto Bertolotti, ad di Ibs Consulting – è una storia che fa riflettere, di conduzione familiare da un lato e managerialità dall’altro: realtà che fattura circa 60 milioni e ne ha investiti 100, in 10 anni, in un settore che tutti pensano sia di old economy e dove nessuno ha invece idea di quanta tecnologia ci sia in una azienda come questa».

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