I nuovi telai della Omr rendono la Ferrari più leggera e sostenibile

Il motore elettrico rappresenta il futuro per il mondo dell’auto, ma il percorso propedeutico a questo traguardo si sta rivelando molto tortuoso per tutti gli operatori della filiera. Anche perché la transizione dal motore termico a quello elettrico risulta più problematica del previsto a causa della carenza di microchip e soprattutto dell’aumento indiscriminato dei prezzi delle materie prime e dell’energia. «Sa che la mia bolletta è otto volte più cara di quella dello scorso anno?» conferma il presidente di Officine meccaniche rezzatesi, Marco Bonometti.
Tuttavia, in uno scenario non certo incoraggiante, «abbiamo colto le opportunità che si presentavano di volta in volta ottenendo un significativo aumento del volume di affari» svela il Cavaliere del lavoro, avvalorando la sua strategia industriale su scala globale e riconoscendo il valore aggiunto ottenuto dai progetti di ricerca sviluppati negli ultimi anni. A partire da quelli che renderanno i bolidi Ferrari più leggeri e sostenibili oltre che veloci.
Innovazione

Negli ultimi anni, in Omr hanno sviluppato soluzioni molto avanzate per il mercato dei Suv e dei veicoli ibridi. «Abbiamo concluso progetti che ci consentiranno di alleggerire le Ferrari con un telaio di soli due millimetri di spessore - spiega Bonometti -: tenga conto che fino ad oggi il limite tecnologico era rappresentato da 2,6 mm. Inoltre i nuovi telai saranno realizzati anche con materiale riciclato» spiega Bonometti.
Per la casa di Maranello il gruppo bresciano ha sviluppato una piattaforma dedicata ai Suv, con la sperimentazione di un processo di alleggerimento mai utilizzato in precedenza nella produzione di serie, al fine di raggiungere un target ancora più avanzato rispetto a quanto realizzato negli anni precedenti. «Inoltre sono stati utilizzati pezzi stampati in 3D, riducendo così gli interventi di messa a punto delle attrezzature e determinando un risparmio in termini di costo e tempo», aggiungono da Rezzato.Grandi prospettive presenta anche il «Chrysler Wl aluminum front suspension cradle», progetto con cui Omr vuole industrializzare un telaio misto per Fca, composto da estrusi, fusioni e boccole. «Il beneficiario della commessa sarà la Omr North America che nel corso del 2020 e nel 2021 ha effettuato una serie di importanti investimenti per iniziare la fase produttiva nella seconda parte di quest’anno» puntualizza l’imprenditore, evidenziando che se in Europa il comparto dell’auto segna un costante calo delle vendite, contestualmente «in altre parti del mondo, come negli Stati Uniti, in Cina e in Brasile, il mercato registra notevoli tassi di crescita».
I numeri
In Italia, nel frattempo, Omr andrà a consolidare al meglio le operazioni (acquisizioni e investimenti tecnologici) effettuati negli ultimi anni. Il bilancio della holding chiude il 2021 con un’accelerazione dei ricavi da 313 a 413,4 milioni; del Margine operativo lordo, da 24,7 a 40,6 milioni; e dell’utile, da 8,5 a 34 milioni (a cui ha contribuito anche una plusvalenza di circa 17 milioni generata con la cessione della partecipazione di Lab Id, specializzata nella produzione di componenti elettronici). Inoltre, secondo le prime proiezioni di quest’anno, il gruppo bresciano dell’automotive prevede un’ulteriore crescita del 20%. «I dati del primo trimestre 2022 - non nasconde Bonometti - confermano la tendenza evidenziando buoni livelli di fatturato e di risultato».
Infine, Omr riporta un rafforzamento patrimoniale da 172 a 207,5 milioni a fronte anche di un miglioramento della Posizione finanziaria netta che resta in negativo per 75 milioni.
L’attività

Omr fornisce componenti motore alle case automobilistiche nell’ambito del primo equipaggiamento. Attraverso le società controllate Nuova Tecnodelta di Asti (cilindri freno e giunti della trasmissione) e la Intercar di Cazzago San Martino (dischi e tamburi freno) opera anche nell’ambito dell’«after market», riportando per il 2021 una crescita del 10%. «Mi creda - chiude Marco Bonometti - nel 2035 l’Europa non abbandonerà i motori endotermici: è impossibile, non ci sono le condizioni. Avanti di questo passo, inoltre, se non verrà trovata una soluzione ai continui rincari dell’energia, si creerà un fenomeno pericoloso. In primis le nostre aziende diminuiranno i margini di guadagno e di conseguenza trasferiranno ai loro clienti l’aumento dei prezzi. Finché quest’ultimi, non potendo sopportare il costo, si rivolgeranno ad altri mercati. Probabilmente a quello cinese».
@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
