Economia

La guerra in Iran e il guaio energia, «difendere cittadini e imprese»

Le preoccupazioni dell’assessore lombardo Guidesi e degli eurodeputati Vivaldini e Inselvini
Un impianto di compressione per la distribuzione del gas - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Un impianto di compressione per la distribuzione del gas - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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«Quanto più a lungo persisterà l’incertezza, tanto più ampio sarà l’impatto economico della crisi in Medio Oriente». Le parole del presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis paiono scontate, ma sono effettivamente il punto da cui partire con i ragionamenti. Quelli di tutti. Quelli di che riguardano l’Europa e quelli che riguardano il territorio bresciano. «Il Medio Oriente si trova al centro dei flussi energetici globali e dei corridoi commerciali critici – ha affermato Pierrakakis –. Quando l’instabilità raggiunge questo crocevia, le conseguenze sono immediate e misurabili: i prezzi dell’energia aumentano. I costi di trasporto e assicurazione crescono».

Per il ministro delle Finanze greco «la sovranità europea non è più un’ambizione astratta. È una condizione per la sopravvivenza economica e per la forza istituzionale. È la nostra capacità di assorbire gli shock esterni, di salvaguardare la nostra sicurezza energetica, di proteggere la nostra base produttiva e la nostra capacità di costruirla, e di agire in anticipo, collettivamente e con decisione. Ciò che ora è necessario è un chiaro senso di urgenza, con la piena consapevolezza che nei momenti di crisi il tempo non è mai una variabile neutrale».

I dati

Il prezzo del gas è aumentato quasi del 40% e il gasolio ha raggiunto il livello più alto da un anno a questa parte. Per il gas naturale Brescia consuma 358 milioni di Standard metri cubi per l’industria, 37 milioni per il termoelettrico, 993 per le reti di distribuzione, per un totale di 1.388 M Sm3 su 14.639 della Lombardia.

Per l’energia elettrica i consumi sono: agricoltura 251 GWh (un gigawatt equivale a un miliardo di watt ed è un’unità di potenza usata per misurare i consumi su grande scala), 1.422 il domestico, 8.153 l’industria, 1.984 i servizi per un totale di 11.810 GWh su 62.287 della Lombardia. Ci sono poi i consumi legati all’autotrasporto. Nel 2024 per la Benzina il totale delle vendite della nostra provincia è stato di 203.920 tonnellate su un totale di 1.628.352 dell’intera Lombardia; per il Gasolio le vendite totali sono state 682.969 tonnellate su un totale regionale di 3.237.322.

Dalla Regione

I numeri sono esplicativi. E fanno capire che l’innalzamento dei prezzi dell’energia andrebbe a condizionare – come accade sempre in questi casi – tutta l’economia del nostro territorio. Lo sa bene l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi.

«Le conseguenze oggi sono incalcolabili, ma sicuramente negative: sono già iniziate con la speculazione sui carburanti e sui costi energetici – specifica –. L’instabilità per il nostro sistema produttivo è il fattore più negativo perché non ci consente di programmare visto anche il nostro posizionamento economico internazionale. Ormai ci si sveglia al mattino con situazione inimmaginabili la sera prima, a scapito di qualsiasi contesto regolatorio commerciale e di alleanze internazionali. Vanno ricostruiti con grande responsabilità rapporti diplomatici e regole commerciali condivise prima che sia troppo tardi, nella speranza che ciò che sta accadendo nel mondo si fermi quanto prima».

Mariateresa Vivaldini

Una linea che accomuna l’assessore Guidesi ai due eurodeputati bresciani – entrambi di FdI/Ecr – Mariateresa Vivaldini e Paolo Inselvini. La prima sottolinea che «oltre alla sicurezza delle persone, c’è un costo che riguarda molte famiglie in Europa».

Vivaldini prosegue spiegando che «questa crisi ha un impatto diretto anche sulla Lombardia, che è tra i territori più dinamici e produttivi d’Europa. A Brescia, come in tutta la regione, imprese e filiere non possono subire shock energetici che metterebbero a rischio competitività e lavoro. Bisogna trovare soluzioni concrete che diano stabilità al sistema economico e fiducia alle imprese. La solidità del nostro tessuto produttivo è un patrimonio che va difeso con scelte responsabili e lungimiranti. Il sistema Brescia è fatto di imprese, lavoratori e comunità che hanno sempre dimostrato capacità di reagire alle difficoltà. È un territorio che produce innovazione, qualità e sviluppo. Per questo merita attenzione, ascolto e politiche che sostengano chi ogni giorno crea valore».

La sindaca di Pavone Mella conclude ricordando che «In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo serve responsabilità, equilibrio e una visione chiara del futuro. Perché la stabilità internazionale e la forza dei territori sono due facce della stessa sfida».

Paolo Inselvini

Allo stesso modo Inselvini evidenzia che «molti settori produttivi hanno già espresso chiaramente le proprie preoccupazioni per un innalzamento dei prezzi del petrolio e del gas, per il rischio di relative speculazioni e della pressione nei confronti del sistema industriale, manifatturiero e di quello agricolo e agroalimentare che già hanno dovuto affrontare numerose sfide. Per questo siamo chiamati a difendere le nostre filiere produttive e la capacità di spesa dei nostri cittadini come una vera e propria emergenza nazionale, in modo pragmatico e razionale. Da un lato l’interesse italiano e dall’altro il più generale interesse alla stabilità e alla ricerca della pace ci devono chiamare ad ogni azione possibile affinché torni a parlare la diplomazia e cessino le ostilità e il rumore fragoroso delle armi».

Ma cosa si può fare per cercare di arginare una situazione che continua ad aggravarsi? «Va moltipicato ogni sforzo, vanno ascoltati i popoli che reclamano la giustizia e la pace, vanno coinvolte le sedi di confronto multipolare. Noi italiani, noi europei, noi cristiani possiamo avere un ruolo fondamentale per richiamare alla vera importanza e centralità dell’umano, per dare speranza e fede a coloro che ora vedono solo fiamme e distruzione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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