Foti: «Fase geopolitica complessa, al lavoro su energia e crescita»

Il ministro agli Affari europei e Pnrr era al tavolo con Urso durante il confronto con i rappresentanti delle associazioni nazionali d’impresa: l’intervista
Il ministro Tommaso Foti
Il ministro Tommaso Foti
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Il ministro Tommaso Foti ieri era tavolo con Urso e il viceministro Leo durante il confronto con i rappresentanti delle associazioni nazionali d’impresa. Sono stati loro in poco meno di mezz’ora a trovare l’intesa e la soluzione ad una situazione che stava causando tensioni con il mondo industriale italiano per i fondi per Transizione 5.0.

Cosa non aveva funzionato nel Dl Fiscale?

Innanzitutto, va ricordato che stiamo vivendo un contesto decisamente complesso e che questo provvedimento nasce in un quadro geopolitico ed economico in cui tensioni internazionali e necessità industriali si intrecciano. Tuttavia, dopo le problematiche emerse, soprattutto a causa di interpretazioni della norma leggermente forzate, si sono trovati punti di convergenza con le associazioni di categoria, e il favore espresso oggi da gran parte del mondo imprenditoriale per l’accordo raggiunto conferma l’attenzione del governo Meloni alle loro richieste e necessità.

Non si poteva subito immaginare la reazione di Confindustria e del mondo delle imprese?

La priorità del governo Meloni resta quella di garantire solidità ai conti pubblici e assicurare stabilità economica alla Nazione. Le tensioni internazionali stanno alimentando dinamiche speculative che generano timori nei mercati e preoccupazione tra cittadini e imprese. In questo scenario, mantenere un equilibrio tra il sostegno al sistema produttivo e il rigore di bilancio richiede scelte responsabili e, talvolta, anche sacrifici. Tuttavia, il governo continua a operare con determinazione per proteggere e valorizzare il tessuto imprenditoriale italiano, a partire da quello bresciano, che ben conosco e che rappresenta un valore inestimabile per tutta Italia. L’impegno è poi quello di rafforzare la competitività delle imprese, sostenere le eccellenze del Made in Italy e promuovere una crescita sostenibile, capace di coniugare sviluppo economico, coesione sociale e stabilità finanziaria nel medio-lungo periodo.

Quali sono le soluzioni che avete trovato?

Per quanto riguarda Transizione 5.0, abbiamo aumentato le risorse che salgono di oltre 200 milioni. In totale, lo stanziamento raggiunge così 1,5 miliardi di euro.

Il governo ha vissuto dieci giorni sull’ottovolante dopo il referendum: da cosa ripartirete sul piano economico?

Il governo è solido, coeso e operativo. Restiamo concentrati sui dossier più urgenti, a partire dal contrasto al caro energia, che è la priorità di questi giorni. Siamo inoltre pienamente consapevoli dei possibili effetti negativi che il perdurare del conflitto in Iran potrebbe avere sulla crescita economica italiana. In questo contesto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è già al lavoro per aggiornare il quadro macroeconomico e il Documento di finanza pubblica, incorporando i rischi legati all’aumento dei prezzi energetici, mentre continuiamo a lavorare con gli alleati europei per una de-escalation delle tensioni.

Come procede la gestione del Pnrr?

Anche nel 2026, il Piano prosegue come da cronoprogramma. Nelle prossime settimane sarà approvata la nona rata, connessa al conseguimento di 50 obiettivi, pari a 12,8 miliardi. Il Governo Meloni sta lavorando al conseguimento degli obiettivi della decima e ultima rata del Piano, che continuerà a produrre effetti oltre il 2026 attraverso gli strumenti finanziari. Pochi giorni fa, anche la Bce ha certificato la rapida e positiva attuazione del Pnrr da parte dell’Italia, confermando come il nostro modello sia virtuoso e produca risultati concreti e solidi.

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