Economia

Transizione 5.0: il Governo trova nuove risorse, in tutto 4 miliardi

La conferma è arrivata dal ministro Adolfo Urso rispondendo all’interrogazione a risposta immediata presentata dal bresciano Fabrizio Benzoni insieme ai deputati di Azione
Il ministro Adolfo Urso - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il ministro Adolfo Urso - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Dalle indiscrezioni delle agenzie alla conferma ufficiale arrivata in Aula. Il Governo ha reperito nuove risorse per il Piano Transizione 5.0, dopo le polemiche suscitate dal taglio retroattivo degli incentivi per gli investimenti produttivi e per l’efficientamento energetico delle imprese. La conferma è arrivata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso rispondendo all’interrogazione a risposta immediata presentata dal bresciano Fabrizio Benzoni insieme ai deputati di Azione.

Nelle ore precedenti al question time, diverse anticipazioni di stampa avevano parlato del reperimento di nuove coperture finanziarie per superare le criticità emerse dopo l’intervento normativo che aveva ridotto retroattivamente i crediti d’imposta per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025. Un taglio quantificato dall’opposizione in circa 763 milioni di euro e contestato dalle associazioni imprenditoriali per i possibili effetti sul principio del legittimo affidamento.

La conferma di Urso

La conferma è arrivata direttamente dal ministro in Aula. Urso ha riferito che al tavolo convocato in mattinata al Ministero con le associazioni di impresa è stata ribadita la disponibilità di «1,3 miliardi di euro in aggiunta ai 2,75 miliardi già destinati al Piano Transizione 5.0 e altri 200 milioni del nostro dicastero», per un totale di «oltre 4 miliardi di euro che coprono tutte le richieste in maniera significativa». Il ministro ha inoltre sottolineato che la dotazione complessiva del piano viene incrementata fino a «quasi 10 miliardi di euro, 1,4 miliardi in più», definendo la misura «il più grande e significativo piano di incentivazione dell’impresa mai realizzato in così poco tempo in un contesto internazionale difficile».

Il titolare del Mimit ha ricordato che il programma ha coinvolto circa 20mila imprese, di cui 15mila piccole e medie, impegnate nella doppia transizione digitale ed energetica, anche attraverso investimenti in autoconsumo. Un risultato che, secondo il ministro, segna una crescita significativa rispetto all’avvio di Industria 4.0.

La replica di Benzoni

L'onorevole Fabrizio Benzoni (Azione) © www.giornaledibrescia.it
L'onorevole Fabrizio Benzoni (Azione) © www.giornaledibrescia.it

Di segno opposto la replica di Benzoni, che ha messo in dubbio la credibilità dell’azione di governo di fronte ai continui cambiamenti delle regole. «Questa mattina abbiamo letto le agenzie sul ritrovamento delle coperture e abbiamo pensato al pesce d’aprile», ha dichiarato il deputato, sottolineando che «l’unica cosa che ci chiedono le imprese è la certezza delle misure». Senza coperture definite, ha aggiunto, «gli investimenti restano fermi». Benzoni infine ha richiamato l’istituzione della Giornata nazionale del Made in Italy (15 aprile) come iniziativa simbolica che, a suo avviso, «rischia di apparire in contrasto con le difficoltà del sistema industriale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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