Economia

Piano 5.0, rientra l’allarme: il plauso degli industriali bresciani

Soddisfatti i leader di Confindustria (Streparava e Pasini) e di Confapi (Cordua): «Ciò che ora diventa fondamentale è garantire stabilità e certezza del quadro normativo»
Il ministro Urso - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il ministro Urso - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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«Posso assicurare che gli impegni saranno mantenuti, come ho sempre dichiarato qui e nei confronti delle imprese. Riceveranno quanto dovuto: sono state confermate le risorse originarie destinate, pari a 1,3 miliardi di euro e sono stati aggiunti altri 200 milioni per un totale di 1,5 miliardi». L’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è arrivato poco prima di mezzogiorno. Mezz’ora di incontro è bastato a chiudere giorni di scontro tra imprese e governo sul piano Transizione 5.0 per gli investimenti verdi e digitali.

Gli imprenditori erano in mobilitazione dopo che il decreto fiscale aveva tagliato le risorse promesse: dagli 1,3 miliardi previsti nella manovra a 537 milioni. A sorpresa, i fondi per le 7 mila domande del 2025 rimaste sospese sono stati ripristinati e potenziati con altri 200 milioni del ministero delle Imprese. Salgono così a 1,5 miliardi e consentono un credito d'imposta del 90%, molto superiore al temuto 35%. «Abbiamo fatto il massimo sforzo possibile», ha aggiunto il ministro Urso. «Non si poteva fare altro. Gli imprenditori continueranno a fidarsi delle istituzioni», ha commentato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Soddisfatti anche i rappresentanti del comparto manifatturiero bresciano.

I protagonisti

«Il risultato raggiunto al Tavolo convocato al Mimit rappresenta un passo importante nella giusta direzione – ha commentato il presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava –. Il ripristino del contributo al 90% per le pratiche degli esodati 5.0 e al 100% per gli investimenti in fotovoltaico restituisce, almeno in larga parte, condizioni di sostenibilità a scelte industriali già effettuate dalle imprese».

Al tavolo, riunito a Palazzo Piacentini, nella Capitale, hanno partecipato anche il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, e il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, tutti di Fratelli d’Italia. Secondo Urso c’è «piena sintonia» nel governo, dopo le distanze emerse nei giorni scorsi con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che aveva difeso la revisione dei fondi per gli esodati del 5.0. Per il Tesoro le risorse andavano comunque alle imprese, ma su nuove priorità emerse con la guerra in Medio Oriente. «Si tratta di un risultato tutt’altro che scontato – conviene Paolo Streparava –, che è stato possibile ottenere grazie a un lavoro intenso, puntuale e determinato portato avanti da Confindustria, insieme a tutte le associazioni territoriali del Sistema». Resta tuttavia un margine di rammarico: «Avremmo auspicato il pieno ripristino al 100% del contributo anche per gli esodati 5.0 – non ha nascosto l’industriale bresciano -. Ciò che ora diventa fondamentale – conclude Streparava – è garantire stabilità e certezza del quadro normativo. Le imprese devono poter programmare i propri investimenti su basi chiare e affidabili».

Un concetto condiviso da Giuseppe Pasini, nella veste di presidente di Confindustria Lombardia: «Il ripristino dei fondi da parte del governo ristabilisce la fiducia Stato-imprese e mette la parola fine a un’ingiustizia avvenuta nei confronti di tutte quelle imprese che credono nell’importanza dell’innovazione e considerano la collaborazione pubblico-privato una leva chiave per elaborare una efficace politica industriale di sistema che consenta, in tempi così incerti, di continuare a competere con i principali player globali».

Il tavolo si è svolto al Mimit - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il tavolo si è svolto al Mimit - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Contento per l’intesa raggiunta anche il presidente di Confapi Brescia, Pierluigi Cordua: «L’esito del tavolo al Mimit è un segnale importante della serietà dell’impegno con cui le imprese e le categorie produttive, a partire dall’azione decisa della nostra Confederazione nazionale, hanno preso a cuore le istanze dell'economia e della manifattura in particolare, promuovendo un confronto istituzionale franco e produttivo. Si tratta di un risultato che va nella direzione di salvaguardare le imprese che hanno investito facendo affidamento su un quadro normativo certo. Le nostre imprese sono chiamate ogni giorno a governare l’incertezza e a costruire condizioni di stabilità – conclude Cordua –: per questo hanno bisogno di strumenti chiari, affidabili e coerenti nel tempo, nella consapevolezza che a lungo proprio l’industria ha strutturalmente tenuto a galla l'economia italiana sostenendo il costo delle ripetute crisi globali degli ultimi anni. Garantire all’industria la certezza di una navigazione serena sarà una premessa fondamentale per la crescita attuale e futura del Paese».

Lo scenario

Ora il governo si è impegnato a reperire risorse anche per prorogare il taglio delle accise dei carburanti. L’ipotesi sembra essere una proroga fino al 30 aprile dello sconto di 20 centesimi più Iva, che nei primi 20 giorni, fino al 7 aprile, è costato 400 milioni. Il Consiglio dei ministri è atteso domani. Senza rinnovo, il Codacons stima «il diesel al self sopra i 2,3 euro al litro», un nuovo record storico.

Ieri al Mimit, al posto di Giorgetti, al tavolo sul 5.0 è intervenuto Leo, che ha rassicurato le aziende anche sull’iperammortamento: il decreto attuativo sarà approvato rapidamente e potrebbe essere operativo nei primi dieci giorni di maggio, secondo quanto ha riferito Orsini sottolineando che «gli imprenditori aspettano per investire: prima si fa, meglio è». Durante il question time alla Camera, Urso ha difeso il «successo straordinario» del piano, che ha coinvolto 20 mila imprese e vale complessivamente 20 miliardi, considerando anche Transizione 4.0 tra 2024 e 2028.

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