Economia

Economia circolare, l’automotive si prepara a un nuovo scossone

La proposta di regolamento sul fine vita delle auto vuole fornire ai produttori più oneri su riciclo, recupero e riuso
Una discarica di auto - © www.giornaledibrescia.it
Una discarica di auto - © www.giornaledibrescia.it
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La Commissione europea guarda ancora una volta verso il settore automotive per accelerare la transizione ambientale e raggiungere gli obiettivi enunciati nel Green Deal e messi nero su bianco anche attraverso il pacchetto «Fit for 55».

Proprio al suo interno è contenuta la ormai celebre decisione che sancisce lo stop alle immatricolazioni di auto e veicoli commerciali leggeri a benzina e Diesel nel Vecchio Continente a partire dal 2035. Ma come si diceva il mondo dell’auto è pronto per una possibile, nuova ma in questo caso più piccola rivoluzione.

La bozza

Nei giorni scorsi infatti l’esecutivo comunitario ha proposto misure riguardanti la progettazione, la produzione e il trattamento dei veicoli a fine vita per migliorare la circolarità del settore automobilistico: questa proposta di regolamento prende il nome di regolamento «End-of-life vehicles».

«L’iniziativa migliorerà l’accesso alle risorse per l’economia dell’Unione europea, contribuirà agli obiettivi ambientali e climatici dell’Ue - si legge nel testo della bozza -, rafforzando al contempo il mercato unico e contribuendo ad affrontare le sfide associate all’attuale trasformazione dell’industria automobilistica».

Nelle intenzione dell’istituzione la norma andrà a sostituire le attuali direttive sui veicoli fuori uso (la 53 del 2000) e sul riutilizzo, riciclo e recupero («delle 3R» datata 2005), «comportando notevoli benefici ambientali, tra cui una riduzione annuale di 12,3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2035, una migliore valorizzazione di 5,4 milioni di tonnellate di materiali e un maggiore recupero delle materie prime critiche». La proposta è attualmente nelle fasi iniziali della sua vita e deve ancora affrontare l’ordinario iter legislativo che prevede il passaggio in Parlamento e in Consiglio dell’Ue.

Sei punti

Allo stato attuale però la bozza legislativa si compone di sei punti principali. Innanzitutto i costruttori di automobili dovranno fornire istruzioni chiare e dettagliate per i demolitori su come sostituire e rimuovere parti durante l’uso e la fine del ciclo di vita di un veicolo. Oltre a ciò il 25% della plastica utilizzata per un mezzo nuovo dovrà provenire da riciclo (il 25% delle vetture dismesse). Gli Stati poi saranno incoraggiati a fornire incentivi ai garage e alle officine di riparazione per sostenere la vendita di pezzi di ricambio, coordinando in maniera più precisa tutto il ciclo di vita dei prodotti.

Si prevede inoltre un aumento delle ispezioni, il tracciamento digitale dei veicoli fuori uso, più multe per le infrazioni nonché il divieto di esportare automobili usate non idonee alla circolazione.

Infine tale sistema, inizialmente applicato solamente al comparto delle vetture private, nelle intenzioni della Commissione «sarà gradualmente ampliato per includere nuove categorie quali motocicli, autocarri e autobus, garantendo una copertura più completa». Come si diceva si tratta perciò di una piccola rivoluzione per il comparto, con il Bresciano che guarda da spettatore direttamente interessato: il settore automotive provinciale conta 250 imprese, 18mila dipendenti e un fatturato annuo di 6,5 miliardi. Ma oltre ad esso verrà coinvolta tutta la filiera del riciclo, settore nel quale l’Italia è assoluta leader in Europa.

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