La logistica, in particolar modo quella dell’ultimo miglio, è divenuta un asset di business importantissimo, stretta tra commercio online, consegne sempre più immediate, traffico congestionato e caro carburanti. E a Brescia, con il progetto «Nexttech-Bs», su questo fronte si sta lavorando tanto, soprattutto in termini di ricerca. Prova ne sono tre studi nati in seno all’iniziativa dell’Università degli Studi di Brescia e pronti a spiccare il volo, con la speranza di trasformarsi in altrettante opportunità concrete di innovazione per le imprese e il territorio.
Lo scenario
Del resto, i numeri del comparto sono da far tremare i polsi: dati alla mano, nel 2025 il mercato della logistica conto terzi in Italia è stato stimato in 112,4 miliardi di euro, mentre la logistica dell’ultimo miglio, di miliardi ne varrebbe tra i 3,5 e i 4. Se a questo si aggiungono effetti collaterali sotto gli occhi di tutti, tra furgoni semivuoti parcheggiati ad ogni angolo e vie sempre più congestionate da traffico e smog, si comprende l’utilità di studiare strategie matematiche e algoritmiche che rendano l’impatto di questo nuovo modo di vivere «on demand» un po’ meno traumatico per la collettività.
Scorte e magazzino
A questa esigenza risponde la ricerca «Modelli avanzati per la logistica», nata sotto la regia della professoressa Claudia Archetti, ordinaria presso il dipartimento di Economia e management (Dem) dell’ateneo cittadino. La ricerca, e il relativo software basato su modelli matematici, affronta problemi avanzati di ottimizzazione della logistica, con particolare riferimento ai modelli di «inventory-routing» (gestione delle scorte, ndr) e alla gestione integrata della supply chain. «Il tema è strategico e chiama in causa un problema ormai cronico sul quale è puntato anche il faro dell’Unione Europea» chiarisce la docente che evidenzia le criticità, soprattutto in città di grandi dimensioni, connesse ad un e-commerce che non solo congestiona le aree urbane con furgoni semivuoti e consegne disperse ma costringe gli autisti a ritmi titanici e genera sprechi per chi gestisce la logistica.
Del resto, la stessa Amazon in città come Francoforte o Parigi, usa infrastrutture e reti del trasporto pubblico già esistenti per avvicinare le merci ai centri urbani, integrandole con mezzi elettrici per la consegna finale. Una strategia che si potrebbe adottare anche altrove, e che grazie al software nato dalla ricerca bresciana potrebbe essere via via adattata alle esigenze del cliente, pubblico o privato che sia.
Mezzi pubblici
Sulla medesima lunghezza d’onda si muove la ricerca di Renata Mansini e Daniele Manerba, rispettivamente ordinario e associato presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Brescia, relativa all’«Innovazione nella logistica urbana».
Qui lo studio si concentra in particolare sul «crowdshipping», processo nel quale i cittadini trasportano merci durante i propri spostamenti, sfruttando mezzi pubblici e strutture già esistenti, per ridurre le emissioni dovute al last-mile delivery. «Il nostro contributo – chiariscono i docenti – consiste nello sviluppo di modelli di ottimizzazione e algoritmi innovativi capaci di individuare l’assegnazione più conveniente dei pacchi ai passeggeri, coordinare i trasferimenti e minimizzare i costi complessivi. Gli algoritmi permettono di ottenere soluzioni di elevata qualità in pochi minuti, anche in scenari complessi con un numero elevato di pacchi e passeggeri».
Salute e benessere
Agli stessi professori fa riferimento anche il progetto dedicato ai «Modelli decisionali per l’efficienza nell’health care». «La logistica del farmaco rappresenta una delle sfide più delicate nel settore dei trasporti, perché alla necessità di contenere tempi e costi di distribuzione si aggiungono requisiti stringenti di sicurezza, tracciabilità e conservazione dei prodotti» dicono Mansini e Manerba per i quali i droni offrono prospettive interessanti, soprattutto nell’integrazione del loro impiego con quello dei veicoli commerciali, realizzando veri sistemi di distribuzione collaborativa. «La complessità matematica è estremamente elevata, perché ogni decisione relativa al percorso di un drone influenza anche quello del veicolo e viceversa, senza parlare della gestione simultanea di più veicoli e più droni», continuano specificando come le problematiche vengano affrontate attraverso modelli matematici e algoritmi avanzati, in particolare metodi meta-euristici, che permettono di esplorare un numero enorme di possibili soluzioni e individuare rapidamente quelle più promettenti. Per approfondimenti: innovazione@unibs.it.



