Fare rifornimento di carburante di questi tempi è diventata un’odissea. Il forte rincaro dei prezzi, con sullo sfondo la costante crisi di Hormuz e un non ben chiarito gioco speculativo, unitamente al periodo estivo caratterizzato dagli esodi vacanzieri, hanno però reso il tutto ancora più difficile nelle ultime settimane.
E a complicare il quadro c’è anche una specifica situazione che coinvolge la compagnia di bandiera italiana. In molte province lombarde, da quella bresciana fino a Bergamo, Milano e Como, e nazionali (per esempio in Piemonte), sempre più spesso capita di fermarsi a un distributore a marchio Eni e scoprire che le pompe sono senza benzina o gasolio: nel nostro territorio parliamo di circa 100 stazioni di servizio sulle 550 totali presenti, secondo i dati del Ministero dei Trasporti.
Carenza
Quello della mancanza di approvvigionamento non è però un problema estemporaneo bensì «strutturale», come confermato anche dalla nota congiunta firmata dalle associazioni Faib Confesercenti, Figisc Confcommercio e Fegica e inviata a Enilive, società del gruppo Eni che si occupa delle attività per la trasformazione della mobilità.
«Stiamo riscontrando criticità in molti territori, non soltanto in quello Bresciano ma a livello nazionale – conferma il presidente della Faib-Federazione italiana benzinai di Confesercenti della Lombardia Orientale Matteo Bozzoni –. Non è ancora chiaro se alla base ci sia una reale carenza di prodotto oppure una precisa strategia commerciale, fatto sta che questa compagnia ha mantenuto prezzi più bassi rispetto ad altri operatori, ma in diversi casi continua a rifornire il mercato delle pompe bianche (i distributori no-logo, stazioni di rifornimento indipendenti che non appartengono al circuito delle grandi compagnie petrolifere, ndr), mentre i suoi stessi impianti finiscono per restare senza prodotto».
In questo caso secondo Bozzoni «lo stesso prodotto viene fornito sull'extra rete a prezzi più elevati. È una situazione che si è già verificata e che, da quanto stiamo osservando, continua a ripetersi».
A confermare le sue parole arrivano anche le dichiarazioni del gestore di un distributore a marchio Eni della provincia, che lamenta le difficoltà legate «a un approvvigionamento a spot. Lavorare così è davvero difficile, già i clienti pagano tanto ci manca solo non riuscire a servirli». A ciò si aggiunge un fattore strettamente legato alla competitività, «poiché inevitabilmente chi si ferma in una pompa e non trova carburante si sposta a quella più vicina. E a rimetterci siamo noi esercenti».
Non solo Brescia
E come detto il fenomeno non è né sporadico né circoscritto, tant’è che il presidente del Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo Renato Mora ha nei giorni scorsi evidenziato come «non si stia parlando di episodi isolati ma di una situazione che si è aggravata nelle ultime settimane, fino a diventare in molti casi incompatibile con la normale gestione di un punto vendita».
Sul tema, e come risposta alla nota nazionale inviata da Faib, Figisc e Fegica, Enilive ha spiegato come «eventuali indisponibilità dei prodotti sono temporanee e dovute al periodo, caratterizzato da una maggiore mobilità dei clienti e da una forte domanda sulla nostra rete».




