Economia

Decreto flussi, per Confagricoltura servirebbero più lavoratori

Se per l’associazione «sono necessari più addetti», per Coldiretti i numeri sono sufficienti. Tutti si trovano però d’accordo sul superamento del click day
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Decreto flussi e agricoltura: "Servono più lavoratori stagionali"
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Il nuovo Decreto flussi piace alle associazioni datoriali agricole bresciane: «Un buon segnale la programmazione triennale», spiegano da Coldiretti, «anche se – fa eco Confagricoltura – servirebbero più lavoratori stagionali». E per entrambe le associazioni è «ormai tempo di superare il click day».

Nei campi

Approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 giugno, il decreto prevede l’ingresso in Italia di 500mila lavoratori non comunitari nel triennio 2026-2028, 267mila dei quali riservati al lavoro stagionale: agricoltura e turismo. «Sono stati fatti dei passi avanti importanti – spiega Antonio Zanetti, responsabile paghe di Coldiretti Brescia – e snelliti alcuni aspetti burocratici. Inoltre alcune domande sono state date in gestione alle organizzazioni sindacali, che hanno il termometro dell’effettiva necessità di lavoro nei campi e questo semplifica le procedure». Per la stagione in corso, al Bresciano sono state destinate 198 quote di lavoratori subordinati stagionali, 165 dei quali dedicati all’agricoltura, 33 al turismo. Numeri ridotti che, per il settore primario, sono andati a ruba.

Confagricoltura

«I flussi previsti dai decreti – spiega Marco Busi, nominato direttore di Confagricoltura Brescia la scorsa settimana – non soddisfano la domanda né a livello nazionale né a livello locale. Proprio nei giorni scorsi per una domanda presentata da una nostra azienda la prefettura ci ha comunicato che le quote per il 2025 sono terminate. Abbiamo una trentina di domande che non verranno accolte». Per il prossimo anno il nuovo decreto ha previsto l’ingresso nel nostro Paese di 88mila persone per il lavoro stagionale. L’obiettivo è facilitare l’ingresso di personale necessario all’economia italiana, incentivare l’immigrazione regolare e contrastare quella irregolare, anche attraverso cooperazione con Paesi di origine/transito, ma con numeri che, secondo Confagricoltura, non soddisfano il fabbisogno del settore, che ammonta a circa 100mila addetti.

Coldiretti

A livello locale, però, secondo Coldiretti, le quote sono sufficienti: «Brescia non ha una vocazione orticola e ortofrutticola, che mediamente assorbono i lavoratori stagionali – afferma Zanetti –. Oltre il 70% del pil della produzione agricola bresciana è appannaggio della zootecnia. Va detto inoltre che il ministero, oltre la prima assegnazione, interviene, se le organizzazioni lo richiedono, integrando i numeri, per cui non mi risulta che ci siano domande scoperte per la nostra organizzazione». Ultima novità importante riguarda invece le riconversioni, che da quest’anno esulano dal decreto flussi. «Chi ha un permesso di soggiorno stagionale (9 mesi ndr) – conclude Busi – ha potuto chiedere la conversione al lavoro subordinato. Confagricoltura ha presentato a Brescia 107 domande e stabilizzato altrettanti lavoratori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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